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Spesso si trascura di ricordare che accanto ai bisogni materiali, sanitari, delle persone coesistano quelli sociali. In questo approfondimento a cura degli esperti di AITO entriamo nel merito di una questione estremamente delicata e interessante  

Samanta Shann, presidente della Federazione Mondiale di Terapia Occupazionale (WFOT), in occasione della giornata internazionale della professione, ha rimarcato l’essenziale ruolo del terapista occupazionale durante l’emergenza, periodo in cui tutti noi abbiamo potuto sperimentare la necessità di partecipazione alle occupazioni significative, base della professione, e ha spiegato il focus scelto per quest’anno: “Belong. Be you” (Partecipa. Sii te stesso). Il tema mira a sviluppare la consapevolezza, promuovendo il potere della diversità e dell’inclusione, mentre lavoriamo insieme per costruire comunità e resilienza. Inclusione e appartenenza intesi come “essere considerati e apprezzati per chi e cosa siamo come individui, gruppi e comunità”. La Presidente, nel suo discorso, ha citato colleghi provenienti da diverse parti del mondo, tra i quali Hanna Spenser, terapista occupazionale e membro fondatore del network di Terapia Occupazionale LGBTQIA nel Regno Unito: “Ciò che unisce è la nostra umanità condivisa. Abbracciando e celebrando la nostra ricca diversità e le intersezioni al suo interno, ci potenziamo a vicenda, noi stessi come professionisti, coloro con cui abbiamo il privilegio di lavorare, la nostra futura forza lavoro e le generazioni a venire, in un mondo autentico”.

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Parone Christian
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