Il consenso informato nella “nuova” Responsabilità Sanitaria 

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Le ricadute dell’obbligo informativo in capo alle strutture sanitarie, tra caratteristiche e contenuti dell’informazione, conseguenze della violazione e liquidazione dei danni cagionati al paziente

Negli anni il rapporto medico-paziente è sensibilmente cambiato e, tra diverse trasformazioni, è ormai certamente superata la concezione “paternalistica” che vedeva il medico in una posizione che gli consentiva di agire, o di omettere di agire, per il bene di una persona senza che sia necessario chiedere il suo assenso. Ritenere che colui che esercitava la condotta medica, avesse la competenza tecnica necessaria per decidere in favore e per conto del beneficiario (il paziente), è un modello chiaramente oggi non più applicabile. A questo “modello” si è sostituita una nuova relazione che pone al centro il principio etico del rispetto dell’autonomia del paziente. È proprio in tale contesto che oggi assume rilievo la disciplina del consenso informato, fondata sull’idea, diversa, o per meglio dire opposta, che un intervento medico non può considerarsi lecito se prima il paziente non ha ricevuto dal medico le informazioni adeguate e non ha dato il suo consenso “libero e consapevole” alle cure.

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Forestieri Angelo
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