Diagnosi e cura delle demenze: prospettive concrete

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In questo approfondimento seguiamo il dott. Eugenio Luciani in una disamina dell’impatto che questo tipo di patologie ha su pazienti e familiari per poi presentarvi interessanti studi scientifici recentemente pubblicati che danno fiato alla speranza

La demenza è una delle principali cause di disabilità e dipendenza a livello globale. È la malattia più temuta, poiché attacca e inesorabilmente “cancella” la mente, l’identità. Al contempo, la mancanza di consapevolezza e comprensione porta a una diffusa stigmatizzazione e discriminazione nei confronti delle persone con demenza, impedendo loro di accedere alla diagnosi tempestiva e alle cure più appropriate. Il cervello è composto da cellule, i neuroni, collegati tra loro in modo da formare delle reti, o circuiti, responsabili di specifiche funzioni cognitive. Numerosi studi hanno dimostrato che l’alterazione di queste reti è alla base di numerose patologie neurologiche, come la malattia di Alzheimer (AD). Nei pazienti con Alzheimer, infatti, si osserva principalmente il malfunzionamento della rete denominata “default mode network”. Questa rete di neuro- ni supporta le funzioni di memoria, ossia permette di immagazzinare nuove informazioni (memoria episodica) e di recuperare i ricordi (memoria autobiografica): la malattia di Alzheimer può inoltre colpire altri circuiti, come quello limbico ed esecutivo, in misura variabile in base alle caratteristiche cliniche dei pazienti. Mantenere la mente attiva, con uno stile di vita sano improntato al cd Active Ageing, porta ad una rete neuronale che risponderà meglio al danno cerebrale e all’invecchiamento: l’esercizio cognitivo garantisce la promozione e il mantenimento di questa forma di plasticità.

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Luciani Eugenio
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