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Uno studio condotto  da un gruppo  di scienziati italiani  ha identificato una  proteina, detta PIN1,  che protegge  il nucleo cellulare  da malformazioni.  Questa sensazionale  scoperta apre il campo  a interessanti prospettive.  Per saperne di più  abbiamo intervistato  il prof. Del Sal  dell’Università di Trieste 

Un gruppo di scienziati italiani ha identificato  una proteina, detta PIN1, che  protegge il nucleo cellulare da malformazioni.  I risultati sono appena stati pubblicati  sulla rivista Cell Reports [1].  Quando la proteina PIN1 è assente o presente  in quantità ridotte, come accade nei  neuroni dei pazienti colpiti dalla malattia di  Alzheimer, il DNA perde la sua organizzazione,  vengono prodotte molecole che scatenano  l’infiammazione e le cellule degenerano.  La scoperta è stata fatta da un gruppo di  scienziati dell’Università e dell’ICGEB di Trieste,  e dell’IFOM di Milano, con la collaborazione  della SISSA.  Le cellule dei nostri tessuti sono sottoposte  a stimoli e stress di diversa natura ai quali  rispondono modificando e regolando l’organizzazione  del genoma e l’espressione dei  geni. Un meccanismo cruciale alla base di  questa capacità fa perno sulla proteina PIN1,  coinvolta nella decodifica di diversi tipi di  segnali che la cellula riceve, ed è per questo  implicata in molteplici processi fisiopatologici.  Alterazioni dei suoi livelli sono associate a  diverse condizioni di malattia: mentre un aumento  di PIN1 contribuisce alla formazione  dei tumori e delle metastasi, la sua diminuzione  è osservata in malattie neurodegenerative  come la demenza di Alzheimer.  Fino a oggi poco si sapeva sui meccanismi  molecolari che, in assenza di PIN1 o con ridotti  livelli di questa proteina, portano alla degenerazione  cellulare. I risultati dello studio,  appena pubblicati sulla rivista Cell Reports,  rivelano che PIN1 funziona da guardiano del  nucleo cellulare, preservandone la struttura  e proteggendo il DNA in esso contenuto da  stress di natura meccanica. A stress di questo  tipo sono sempre più sottoposte le cellule  durante l’invecchiamento. 

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Del Sal Giannino
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