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Cartoline dal terzo millennio. Un robot che accompagna le persone affette del morbo di Parkinson nella danza irlandese migliorando la loro condizione fisica e cognitiva. Se non fosse per l’accreditamento autorevole, l’IRCCS INRCA di Ancona presso cui si svolge la sperimentazione, quella di cui vi stiamo parlando si presenterebbe più come una simulazione futuristica legata alla mente visionaria di Isaac Asimov che ad un serissimo progetto assistenziale (quale in effetti è). Ma vediamo di cosa si tratta. Il sistema, che peraltro è finanziato dal MIUR, è avanzatissimo, si avvale di un supporto robotico e di una piattaforma di Intelligenza Artificiale che permette di codificare i parametri vitali e cognitivi traducendoli in preziose informazioni. Ma fatte le doverose presentazioni, veniamo al vero valore di questo progetto: i reali benefici per il paziente. Per quanto avanzato, infatti, il sistema vanta principalmente il pregio di offrire un valido supporto riabilitativo a chi oggi lotta contro il Parkinson. Il paziente infatti impara e modifica movimenti complessi a ritmo di musica, generando un impatto positivo sui sintomi motori attraverso un’attività coinvolgente e divertente. Una riabilitazione che coinvolge cuore e anima. La danza irlandese, infatti, è particolarmente efficace nel migliorare la coordinazione mente- corpo e può essere praticata a tutte le età, contribuendo alla corretta postura del corpo e al mantenimento della forma fisica. Il resto lo fa la tecnologia. Il robot, attraverso dei sensori, è quindi in grado di raccogliere in tempo reale dati fisici ed emotivi di chi interagisce nella danza, offrendo agli specialisti la possibilità di personalizzare e adattare l’esercizio alle esigenze del paziente e monitorare l’avanzamento della rieducazione psicofisica. Insomma il miglior modo per mettere la tecnologia al servizio di quel valore intangibile (ma inestimabile) che è rappresentato dallo spirito dell’uomo. Ottimo lavoro! Buona lettura.

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Mazzoni Maria Giulia
  • Mazzoni Maria Giulia