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    Il diametro delle particelle dei fumi chirurgici è variabile: gli elettrocauterizzatori generano le particelle più piccole (diametro medio 0,07 µm) e i bisturi a ultrasuoni le più grandi (0,35-6,5 µm). Tuttavia le particelle di questi fumi, essendo più piccole del PM2.5, possono raggiungere gli alveoli polmonari (PM2.5, Particulate Matter con diametro inferiore a 2,5 µm). Proprio come il PM2.5, le particelle dei fumi chirurgici possono causare una reazione infiammatoria o favorire l’insorgenza di una trombosi o di un’aterosclerosi.10
    Le mascherine chirurgiche sono tradizionalmente utilizzate durante gli interventi chirurgici per proteggere i pazienti e il team operatorio dai microrganismi e dai fluidi corporei nebulizzati. Le mascherine però bloccano solo le gocce grandi o le particelle di oltre 5 µm. E quindi, come confermato da un recente studio condotto nel 2016, le mascherine chirurgiche offrono scarsa o nulla protezione nei confronti delle micro particelle presenti nella fase gassosa dei fumi e degli aerosol chirurgici.11