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Parliamo di Long Covid. Di cosa si tratta? A più di un anno dall’inizio della pandemia sappiamo che la malattia da Sars-CoV-2 può proseguire anche dopo l’esito negativo del tampone molecolare, si parla in questo caso di Long-Covid: un termine utilizzato oggi dai medici per definire un insieme di sintomi fisici ma anche psicologici riscontrabili in alcuni dei pazienti anche dopo mesi dalla negativizzazione. Partiamo dall’inizio. Quali sono le principali conseguenze del Covid-19? Come si interviene per il recupero dei pazienti? La fine della malattia spesso non coincide con un recupero totale, la persona negativizzata può riscontrare problematiche anche a lungo termine come una ridotta capacità respiratoria e una compromissione temporanea dell’apparato muscolo-scheletrico. Queste condizioni implicano una serie di difficoltà che limitano la vita di tutti i giorni, causando ad esempio: fatica a camminare anche per brevi tragitti, dolori muscolari e articolari che limitano la mobilità, difficoltà ad alzarsi in piedi, a girarsi nel letto o semplicemente a stare a lungo seduti, forte astenia, vertigini, dispnea anche dopo uno sforzo modesto, debolezza costante, stipsi e, da non trascurare, anche stati di ansia e affaticamento mentale. Abbiamo iniziato ad osservare queste sintomatologie nei nostri operatori. Dopo la positività al Covid e nonostante il lungo periodo trascorso in casa, una volta rientrati a lavoro, in molti hanno manifestato una ridotta capacità respiratoria e affanno. Abbiamo pertanto iniziato a valutare e ricercare strumenti e professionisti che potessero sviluppare un percorso riabilitativo di recupero e aiutare non solo i nostri operatori ma anche le persone che sono state ospedalizzate o curate al domicilio.

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Marina Indino
  • Marina Indino