La tecnologia
per superare
il distanziamento

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La riabilitazione e la gestione dei pazienti cronici possono divenire operazioni difficili in tempi di distanziamento sociale. Un aiuto, però, ci viene dalla tecnologia, con soluzioni di monitoraggio a distanza che garantiscono costante tracciabilità e la gestione contemporanea di più pazienti da remoto. Vediamone i dettagli in questo approfondimento

Nell’ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell’emergenza, che stiamo vivendo in queste settimane, c’è anche quella di incentivare il più possibile il lavoro agile, cosiddetto “smart working”: una modalità a cui molti dei datori di lavoro, purtroppo, non si erano mai approcciati prima. Invece oggi ne siamo immersi, destreggiandoci tra nuovi software per riunioni a distanza, e-mail e condivisione degli schermi, sperimentandone anche le criticità (in termini di infrastrutture e di connessioni multiple a internet), tipiche di soluzioni non testate in condizioni di “utilizzo a pieno regime”. Si pensa che il telelavoro o smart working sia applicabile solo a certe tipologie di attività lavorative, tipicamente e soprattutto quelle così dette “da ufficio”… e se così non fosse? Utopico che si possa applicare un nuovo modello “smart” anche alla cura dei pazienti? Assolutamente no, anzi, è realistico ipotizzare la proposta di un vero e proprio cambio del modello di cura, in grado di portare significativi vantaggi, non solo per i pazienti, ma anche per le organizzazioni sanitarie. Stiamo parlando della “telemedicina”, ossia l’insieme di tecniche mediche che unitamente alle applicazioni tecnologiche e digitali permette di garantire prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a distanza. Ovviamente non può essere applicabile a tutti i tipi di prestazioni, ma ben si applica, per esempio, a un consistente numero di attività, volte al monitoraggio e alla gestione di medio e lungo periodo dei pazienti cronici, oppure ancora utili per il controllo dei pazienti e per garantire la continuità dell’assistenza. In condizioni “normali”, la telemedicina può andare incontro alle esigenze di pazienti che abitano in luoghi remoti, e che necessitano…

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Marzia Bonfanti
  • Marzia Bonfanti