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I ricoverati in RSA appartengono prevalentemente a due tipologie: persone dimesse da ospedali o centri riabilitativi, non ancora in grado di tornare a casa per svariati motivi (abitazione non pronta o necessità mediche) e persone che non possono essere accudite nelle proprie abitazioni e perciò vanno a risiedere in un centro che garantisce loro l’assistenza necessaria. La terapia occupazionale ha l’importante compito, all’interno delle residenze sanitarie assistenziali, di promuovere il benessere dei residenti e la qualità della vita in un ambiente che è riconosciuto come la loro casa. I terapisti occupazionali forniscono un contributo significativo alla prevenzione di rischi di caduta, lesioni da pressione, depressione o comportamenti lesivi delle persone con demenza grave. I terapisti occupazionali si concentrano sul “raggiungimento della salute, del benessere e della partecipazione alla vita attraverso l’impegno nell’occupazione” (American Occupational Therapy Association, 2014, p. S4). I terapisti occupazionali promuovono la funzionalità nel residente e il suo impegno nelle attività della vita quotidiana, le abilità quotidiane di base (cura di sé, mobilità, partecipazione alle attività sociali o di svago, ecc.), la realizzazione, indipendenza, con interventi incentrati sulla persona mirati a:

• prevenire il decondizionamento e promuovere livelli di funzionamento sostenibili il più a lungo possibile;

• ripristinare la funzione quando compromessa;

• promuovere l’adattamento quando le capacità cognitive sono compromesse al fine di migliorare le funzioni e/o ridurre gli episodi comportamentali correlati alla perdita di indipendenza o controllo;

• migliorare la qualità della vita e la partecipazione attiva nell’ambiente di cura;

• valutare e intervenire per mitigare i disturbi comportamentali come il vagabondaggio, ecc.;

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Gabriella Casu
  • Gabriella Casu