-

Il fisioterapista è sovente chiamato a riabilitare persone anziane con problematiche dovute a esiti di disfunzioni muscolo-scheletriche o di patologie neurologiche degenerative o di eventi di tipo traumatico come le fratture di femore procurate da cadute accidentali. Molto spesso tali quadri disfunzionali si sovrappongono e si sommano a importanti disturbi di natura cognitiva. Purtroppo la letteratura non ci mette ancora a disposizione sufficienti strumenti o, quanto meno, indicazioni utili a finalizzare l’esercizio terapeutico nelle persone con demenza per ottenere la massima partecipazione attiva al processo terapeutico. Tuttavia abbiamo conferma dalla letteratura [1] che l’esercizio fisico ricopre un ruolo fondamentale nel trattamento della demenza e in particolare per l’Alzheimer in quanto:

• migliora le funzioni fisiche;

• combatte la depressione e migliora l’umore;

• migliora la salute cardiovascolare;

• riduce il rischio di cadute;

• rallenta il declino cognitivo;

• migliora notevolmente la qualità del sonno.

Nonostante i tanti dubbi che affliggono quotidianamente il nostro operato, in qualità di professionisti sanitari abbiamo il dovere e la responsabilità di cercare soluzioni rivolte al costante benessere della persona assistita. Nel caso della persona affetta da demenza, ai fini della cura è ancora più importante cercare di instaurare innanzitutto una relazione terapeutica efficace, ponendo al centro del processo terapeutico la persona stessa e non la malattia. Ma così come nell’utilizzo di specifiche metodiche fisioterapiche, anche nella relazione è fondamentale non improvvisare, ma cercare di strutturare un contatto ben definito, che comprenda altrettante specifiche tecniche di comunicazione.

Confronta gli annunci

Confrontare
Anna Maria Foggetti
  • Anna Maria Foggetti