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Le inevitabili restrizioni di movimento e di contatto sociale, dovute alla necessità di contenere la diffusione del virus Covid-19, hanno determinato un doloroso aumento del senso di solitudine e di isolamento sociale tra gli anziani, isolamento sociale e solitudine che sono tra i principali fattori di rischio che possono concorrere ad un cattivo stato di saluto psico-fisico e che devono essere efficacemente contrastati. L’isolamento sociale è, per definizione, lo stato oggettivo nel quale si ritrova chi, per mille motivi, ha scarsi contatti e scarse relazioni sociali con le altre persone, mentre la solitudine è una sensazione soggettiva di esclusione e di abbandono: sono rischi gravi spesso sottovalutati nella ricerca del benessere mentale e fisico di una parte significativa della popolazione adulta più anziana poiché incidono notevolmente sulla qualità della vita arrivando a compromettere le attività quotidiane e persino il soddisfacimento delle principali necessità della persona. Nel sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) [1], coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, sulla popolazione con 65 anni e più anni, dopo aver valutato sia la partecipazione a incontri collettivi sia il solo fare quattro chiacchiere con altre persone si è considerata a rischio di isolamento sociale la persona che in una settimana “normale”, priva cioè di avvenimenti particolari, non ha fatto nessuna di queste attività. Diversi studi in letteratura, hanno inoltre scoperto come l’isolamento sociale e la solitudine siano tra i principali fattori di rischio collegati ad un aumento della pressione sanguigna, alle malattie cardiache, all’obesità, alla riduzione del funzionamento del sistema immunitario, alla depressione, all’ansia, al cattivo funzionamento cognitivo e all’aumento del rischio di mortalità [2, 3]. L’isolamento sociale è stato associato anche ad un aumento del 50% circa del rischio……

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Michela Bentivegna
  • Michela Bentivegna