Covid-19 nelle RSA, responsabilità e risarcimenti

Covid-19 nelle RSA, responsabilità e risarcimenti

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In Italia il Coronavirus ha fatto strage degli anziani, soprattutto di quelli ricoverati nelle RSA, le Residenze Sanitarie Assistenziali, dove si sono registrati migliaia di contagi e di decessi, al punto da finire per settimane sulle prime pagine dei giornali. I numeri restano ancora un mistero. Si dice, sulla base di dati parziali, che sarebbero morte più di 10.000 persone, ma è difficile riuscire ad avere un quadro completo. La Lombardia è la Regione in cui si sono registrati i primi casi e quella in cui si sarebbero registrati i decessi più numerosi. A Mediglia e Melegnamo ben 97 anziani ospiti di due RSA hanno perso la vita a causa del Covid-19, ma il caso più eclatante è quello del Pio Albergo Trivulzio, che ha il triste primato con ben 300 decessi. Ma, se questa è cronaca, c’è da chiedersi se i familiari degli anziani deceduti abbiano la possibilità di ottenere un ristoro delle proprie sofferenze, quanto meno sotto forma di un risarcimento pecuniario. Ci rendiamo conto che il denaro non può colmare la perdita di un familiare, ma è questa una domanda da porsi da un punto di vista giuridico. A parere di chi scrive, sotto il profilo risarcitorio, gli eredi delle vittime possono procedere anche solo in sede civile e la questione va affrontata analizzando la responsabilità per deficit organizzativo della struttura e conseguente danno da infezione nosocomiale. Con questo termine si intendono generalmente infezioni insorte nel corso di un ricovero ospedaliero, non manifeste né in incubazione al momento dell’ingresso, e che si rendono evidenti dopo 48 ore o più dal ricovero, ma anche quelle successive alla dimissione causalmente riferibili, per tempo di incubazione, agente eziologico e modalità di trasmissione, al ricovero.

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Giovanni Franchi
  • Giovanni Franchi