Alzheimer
e Parkinson,
le potenzialità dell’A.I.

Alzheimer
e Parkinson,
le potenzialità dell’A.I.

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La lotta all’Alzheimer e al Parkinson punta sull’intelligenza artificiale e sull’analisi della scrittura, che consentirà una diagnosi precoce, rapida e totalmente indolore delle principali malattie neurodegenerative legate all’età. È allo studio una soluzione tecnologica, a basso costo, che fornisce a medici e strutture sanitarie uno strumento in più per affrontare la malattia fin dal suo esordio

La malattia di Alzheimer rappresenta la più frequente patologia neurodegenerativa ed è responsabile del 60% delle demenze. La prevalenza della malattia aumenta con l’età e raggiunge il 15-20% nei soggetti di oltre 80 anni. A tutt’oggi non esistono esami di laboratorio o test che consentono di porre diagnosi di certezza di malattia di Alzheimer. È possibile porre una diagnosi solo mediante l’esame autoptico post mortem del tessuto cerebrale, con il quale si possono individuare le placche senili e i tangles neurofibrillari, caratteristici della malattia. Infatti gli studi più recenti hanno dimostrato che la malattia è causata dall’accumulo nel cervello di due proteine neurotossiche, la beta amiloide e i gomitoli/grovigli neurofibrillari. Attualmente per porre diagnosi di malattia di Alzheimer si utilizzano test psicometrici e procedure diagnostiche finalizzate a escludere altre possibili cause di demenza. In presenza di un soggetto con sintomi di demenza deve essere eseguito un esame clinico completo, accompagnato da una dettagliata anamnesi personale e famigliare. Il paziente, quando vi è l’indicazione, viene sottoposto a una serie di test neuropsicologici per valutare la memoria, le capacità linguistiche e altre funzioni inerenti la sfera cognitiva. Di grande ausilio risulta la diagnostica per immagini per evidenziare l’atrofia cerebrale, riscontrabile sia nelle fasi iniziali che nelle fasi finali della malattia. Per il medico che effettua la visita di un paziente con disturbi cognitivi sono fondamentali per una corretta diagnosi le informazioni – fornite abitualmente dai famigliari – sulla comparsa e l’evoluzione dei sintomi, oltre a un accurato esame del paziente. Spesso i sintomi riferiti dal paziente vengono sottovalutati dai famigliari, dagli amici e anche dai medici ai quali il paziente o i famigliari si rivolgono per un consulto. Gli stessi famigliari a volte intervengono quando i sintomi sono già più evidenti o quando si è verificato nel….

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Vincenzo Canonico
  • Vincenzo Canonico