La riconoscenza e l’orgoglio

Maria Giulia Mazzoni
Maria Giulia Mazzoni
Direttore Responsabile

Tempi difficili quelli che stiamo vivendo, impegnati come siamo in una lotta senza quartiere contro un nemico invisibile, ma letale. In circostanze terribili come quelle che stiamo cercando affannosamente di governare, l’unica cosa che conta veramente è fare squadra, sentirci uniti dalla battaglia comune e nello sforzo, non sempre facile, di sostenerci a vicenda superando le (puerili) logiche di campanilismo. Tutto, di fronte al temibile avversario, è chiamato a fermarsi, a passare in secondo piano. Tutto, eccetto i nostri sentimenti di riconoscenza per gli uomini e le donne che restano in trincea (termine efficace anche se fin troppo abusato in questi giorni) a sostenere i più deboli, chi resta indietro. Il nostro sistema sanitario, che ancora una volta si qualifica come il migliore del mondo, dimostra in queste ore di essere anche profondamente umano. Nelle immagini, toccanti, trasmesse dai telegiornali assistiamo infatti al lavoro incessante di tanti professionisti impegnati in turni massacranti, senza (non smetteremo mai di sottolineare l’inconcepibile) adeguati strumenti di protezione e lo fanno per assistere i loro pazienti. Sono uomini e donne, oltre che straordinari professionisti, che non si tirano indietro e a cui dobbiamo solamente guardare con orgoglio e riconoscenza. Un orgoglio e una riconoscenza che deve (imperativo) andare ben oltre i flash mob improvvisati (forse sarebbe meglio dire ‘esibiti’) dai nostri balconi. Un orgoglio e una riconoscenza che deve valere un preciso impegno. Da parte di tutti. Ciascuno nel suo. Questo afflato di vicinanza noi vogliamo esprimerlo continuando a fare il nostro lavoro: informare e mantenere aperto un prezioso canale di comunicazione. Attraverso i nostri strumenti, web e cartacei, continueremo infatti a offrire ai nostri professionisti aggiornamenti e approfondimenti quanto più possibile utili in queste circostanze, rifornendoli della più preziosa delle armi: la conoscenza. A tutti voi quindi, medici, infermieri, operatori sanitari, ma anche tecnici, fisioterapisti, terapisti occupazionali e caregiver va il nostro impegno quotidiano. Siamo tutti al vostro fianco, per quanto possibile, con i nostri ‘grazie’ e con il nostro lavoro impegnandoci tutti assieme nel vincere la battaglia più importante.

Buon lavoro e grazie.

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