Alzheimer e Parkinson, le potenzialità dell’A.I.

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Vincenzo Canonico
Responsabile dell’Unità di Valutazione Alzheimer, Cattedra di Geriatria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II

La malattia di Alzheimer rappresenta la più frequente patologia neurodegenerativa ed è responsabile del 60% delle demenze. La prevalenza della malattia aumenta con l’età e raggiunge il 15-20% nei soggetti di oltre 80 anni. A tutt’oggi non esistono esami di laboratorio o test che consentono di porre diagnosi di certezza di malattia di Alzheimer. È possibile porre una diagnosi solo mediante l’esame autoptico post mortem del tessuto cerebrale, con il quale si possono individuare le placche senili e i tangles neurofibrillari, caratteristici della malattia. Infatti gli studi più recenti hanno dimostrato che la malattia è causata dall’accumulo nel cervello di due proteine neurotossiche, la beta amiloide e i gomitoli/grovigli neurofibrillari.

La lotta all’Alzheimer e al Parkinson punta sull’intelligenza artificiale e sull’analisi della scrittura, che consentirà una diagnosi precoce, rapida e totalmente indolore delle principali malattie neurodegenerative legate all’età. È allo studio una soluzione tecnologica, a basso costo, che fornisce a medici e strutture sanitarie uno strumento in più per affrontare la malattia fin dal suo esordio

Attualmente per porre diagnosi di malattia di Alzheimer si utilizzano test psicometrici e procedure diagnostiche finalizzate a escludere altre possibili cause di demenza. In presenza di un soggetto con sintomi di demenza deve essere eseguito un esame clinico completo, accompagnato da una dettagliata anamnesi personale e famigliare. Il paziente, quando vi è l’indicazione, viene sottoposto a una serie di test neuropsicologici per valutare la memoria, le capacità linguistiche e altre funzioni inerenti la sfera cognitiva. Di grande ausilio risulta la diagnostica per immagini per evidenziare l’atrofia cerebrale, riscontrabile sia nelle fasi iniziali che nelle fasi finali della malattia.


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