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RSA aperta e l’etica di cura

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Fabrizio Giunco
Direttore Dipartimento Cronicità, Fondazione Don Gnocchi Onlus - Rete IRCCS sull’Invecchiamento e Malattie rare

Fondazione Don Gnocchi ha appena ospitato l’evento scientifico divulgativo “La compromissione cognitiva: verso una nuova assistenza ecologica. Il modello della RSA aperta e l’etica della cura”, inserito nella Settimana della Neuroetica, promossa dalla Società Italiana di Neuroetica. Come è nata questa sinergia con SINe? La Società Italiana di Neuroetica (SINe) è da anni impegnata nella ricerca e nella valutazione delle ricadute cliniche e sociali delle neuroscienze. All’interno della loro iniziativa, denominata “Settimana della, neuroetica – Neuroethics Week 2019”, volta a promuovere e divulgare le tematiche delle neuroscienze presso un pubblico più vasto, abbiamo volentieri aderito come Fondazione don Gnocchi Onlus alla proposta di co-organizzare un evento presso la nostra sede di via Palazzolo a Milano. Insieme al direttivo della SINe, abbiamo individuato un tema (il modello della RSA aperta nell’assistenza della compromissione cognitiva e l’etica della cura) che ci sembrava particolarmente coerente con la nostra attività e adatto a essere inserito nel programma della Settimana della neuroetica.

Il modello di RSA aperta nell’assistenza della compromissione cognitiva e l’etica della cura. Di questo si è discusso in un recente evento organizzato da SINe e Fondazione Don Gnocchi, una preziosa occasione che ci offre la possibilità di fare il punto sulla questione con il dott. Fabrizio Giungo e la dott.ssa Silvia Inglese di Fondazione Don Gnocchi, che ci hanno concesso questa intervista

Un tema, cioè, che avesse una valenza clinica, ma anche implicazioni etiche e sociali. A questo scopo abbiamo coinvolto il professor Mario Mozzanica, antropologo ed esperto di bioetica, il dottor Giorgio Fumagalli, neurologo, la dottoressa Silvia Inglese, psicologa e neuropsicologa, e il dottor Emanuele Tomasini, psicologo. Hanno avuto la possibilità di descrivere la loro esperienza anche alcuni pazienti e i loro familiari. L’evento è particolarmente riuscito sia per i contenuti scientifici sia per la possibilità offerta, all’attento e numeroso pubblico, di approfondire una tematica di grande rilievo. Declino cognitivo lieve e demenze, qual è il confine e il quadro attuale?


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