L’approccio capacitante

Il potenziale effetto benefico dell’esercizio fisico sulle capacità funzionali e cognitive del paziente affetto da demenza è un tema molto dibattuto in ambito riabilitativo geriatrico. Se fino a pochi decenni fa la demenza e la non completa capacità collaborativa del paziente risultavano un limite assoluto all’approccio fisioterapico, oggi le nuove evidenze in letteratura (seppur ancora esigue) e l’aumento esponenziale di patologie croniche degenerative come la demenza, impongono ulteriori riflessioni e approfondimenti sul tema. La maggior parte degli studi in letteratura ci porta infatti a considerare ormai come dato dimostrato che l’esercizio fisico si associ oltre che a un miglioramento della performance fisica, anche a un rallentamento del declino cognitivo; non sono ancora chiare però le modalità con cui l’attività fisica vada proposta: quale attività?

Numerosi studi in letteratura indicano che l’esercizio fisico ha un impatto (positivo) sui pazienti affetti da demenza tale da rallentarne il declino cognitivo. Per entrare nel merito di questo assunto vi proponiamo oggi un interessante approfondimento a cura della dott.ssa Federica Faoro

Quanta attività? Con che frequenza? Un altro interrogativo cui non abbiamo ancora trovato risposta supportata da evidenze è come proporre l’esercizio al paziente demente e ottenere il massimo della collaborazione possibile, al fine di ottenere un intervento efficace, senza rinunciare alla possibilità di riabilitare catalogando il paziente come “non collaborante”.


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