Invecchiamento e demenza

La demenza è una sindrome clinica (insieme di sintomi) dovuta a una malattia che colpisce il cervello, cronica e progressiva che comporta la degenerazione di: • facoltà mentali quali la memoria, la capacità di ragionamento, il linguaggio e la capacità di riconoscere oggetti e persone; • affettività ed emotività quali depressione, ansia e angoscia; • comportamento e personalità quali agitazione, aggressività, reazioni paranoiche e apatia. Tali sintomi pregiudicano le normali attività sociali e lavorative del malato, con deterioramento della qualità di vita e perdita di autonomia. Contrariamente al pensiero comune, la demenza non è una conseguenza inesorabile dell’invecchiamento, molte persone raggiungono i novanta o addirittura i cento anni conservando pienamente le funzioni cerebrali, testimoniando così che è possibile raggiungere un’età avanzata in salute.

Contrariamente al pensiero comune la demenza non è una conseguenza inesorabile dell’invecchiamento, ma contraddistingue un significativo problema sanitario nei paesi occidentali. In questa analisi il dott. Checchia, segretario della SIMFER, declina per noi la questione offrendoci il prezioso punto di vista del medico fisiatra

Con il progressivo invecchiamento della popolazione, peraltro, la demenza è divenuta un grave problema sanitario nei Paesi Occidentali. È stimato che la sua incidenza è di circa 0.01- 0.7/100/anno tra i 60-69 anni e del 2-4/100/ anno dopo gli 80 anni. La prevalenza della demenza è 5-10% dopo i 65 anni, 20% dopo gli 80 anni e > 30-40% dopo i 90 anni. Il fenomeno assume una rilevanza veramente importante nella popolazione.


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