“Nuove” RSA in Puglia

Come ANSDIPP Puglia avete svolto un importante lavoro di riforma dell’assistenza socio-sanitaria della Regione che si trovava in una situazione atipica. Ci spiega qual era il quadro iniziale e i suoi punti di debolezza? Il Piano Sanitario Nazionale 1994-1996, approvato ai sensi del Decreto legislativo n° 517/93, indicava tra le sue priorità “un maggior sviluppo di Presidi extra-ospedalieri di lungo-assistenza per gli anziani e i disabili…” Le linee guida emanate dal Ministro della Sanità il 31 Marzo 1994 definivano gli aspetti organizzativi e gestionali delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e individuavano queste come la “collocazione residenziale dell’anziano e del soggetto disabile non assistibili a domicilio”.

La Regione Puglia è stata scenario di un’importante riforma delle RSA per le quali la Sezione Regionale di ANSDIPP si è messa in prima linea. Le sfide rimangono molte, però, come ci spiega in quest’intervista il presidente, Nicola Castro

Queste linee guida, indicando il percorso da seguire alle regioni italiane, evidenziavano la necessità di trasformare le strutture già esistenti nei diversi territori in RSA, non potendole escludere dal processo di riforma tracciato con il Piano Sanitario Nazionale. La Regione Puglia, purtroppo, anziché tener conto delle allora esistenti “Case Protette”, strutture residenziali per l’assistenza alle persone non autosufficienti, le ignorava completamente e solo dopo 8 anni istituiva le RSA pugliesi (Regolamento regionale n° 8/2002), non prevedendo alcun processo di riconversione o trasformazione delle Case Protette esistenti.


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