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La degenza riabilitativa. Facciamo chiarezza

Pietro Fiore
Pietro Fiore
Presidente SIMFER

La recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto ministeriale 70 del 2015, nella parte in cui fissa il numero di posti letto per la neuro-riabilitazione, ha avuto un’importante risonanza mediatica. Al di là del tema specifico, ha portato alla ribalta i temi della rilevanza dell’assistenza riabilitativa, dell’organizzazione delle reti dei servizi riabilitativi a livello nazionale e regionale e della necessità di azioni programmatorie organiche, non settoriali e di lungo respiro, volte al miglior soddisfacimento dei bisogni degli assistiti e delle loro famiglie in tutte le fasi del percorso riabilitativo. La riabilitazione è un settore di rilevanza crescente in ambito sanitario, come riconosciuto anche dall’OMS, che la definisce una “priorità del XXI secolo” per i sistemi sanitari di tutto il mondo. È dimostrato che favorire il recupero delle persone con disabilità, transitoria o permanente, comporta non solo benefici in termini di salute ma anche risparmio di risorse per il sistema sanitario e di welfare, riducendo la necessità di assistenza nel lungo periodo.

Alte specialità riabilitative? Importanti, ma vanno inserite in una rete di servizi per garantire la continuità di presa in carico. In questa analisi il presidente della SIMFER, Pietro Fiore, entra nel merito di una questione complessa: la degenza a scopo riabilitativo. Cos’è? Come funziona? Quali sono le regole in Italia e cosa potremmo fare per migliorarne efficacia e qualità?

Nel nostro Paese, il DM 70/2015 definisce indicatori numerici precisi relativi al numero complessivo di posti letto per l’area della postacuzie che include la riabilitazione (0,7/1000 abitanti, di cui almeno lo 0,2/1000 per la lungodegenza). Definisce inoltre lo standard oggetto della recente sentenza del Consiglio di Stato per i posti letto di neuroriabilitazione (identificati con il codice 75) nella misura dello 0,02/1000. Per un altro settore di cruciale importanza nella rete dei servizi riabilitativi, quello della degenza di riabilitazione intensiva, identificato con il codice 56, il DM non indica parametri numerici, che vengono invece affidati alla programmazione regionale.


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