Progetto CloudIA

Che cos’è il progetto CloudIA? Il progetto “CloudIA” è una sperimentazione finanziata dalla Regione Toscana attraverso il Bando “Progetti Strategici di Ricerca e Sviluppo”, promossa da un gruppo di cooperative sociali del territorio toscano in collaborazione con due Istituti universitari. L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare, integrare e testare un sistema prodottoservizio innovativo per l’assistenza a persone anziane all’interno di RSA e presso il loro domicilio, nonché a soggetti con disabilità cognitiva e motoria grave ospiti di RSD. Tale sistema prevede l’utilizzo di robot e sensori che si interfacciano attraverso un’infrastruttura “cloud”.

Partirà a breve la sperimentazione “sul campo” di un innovativo sistema robotico e sensoristico rivolto a ospiti di RSA e di RSD. La realizzazione di questo ambizioso progetto ha coinvolto numerosi attori ed è stato finanziato dalla Regione Toscana. Ce ne parla nel dettaglio Matteo Olivo della Coop. Uscita di Sicurezza, capofila dell’iniziativa

Chi sono i partner che hanno aderito al progetto e in che modo sono coinvolti i vari attori? Il progetto prevede il coinvolgimento di un partenariato composto da cinque cooperative sociali del territorio toscano: Uscita di Sicurezza, che ricopre il ruolo di capofila, Pane e Rose, Crea, Arca e Gli Altri. Tali imprese metteranno a disposizione le strutture e i servizi che gestiscono per la sperimentazione delle tecnologie assistive, oltre al proprio know how nell’ambito dell’assistenza alle persone anziane e disabili, ai fini della progettazione delle stesse. Il partenariato include inoltre due organismi di ricerca – il Dipartimento di Biorobotica della Scuola Universitaria Superiore S. Anna di Pisa e il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze (Laboratorio di Ergonomia e Design) – aventi il compito di curare lo sviluppo, il design e l’integrazione delle tecnologie robotiche e sensoristiche oggetto della sperimentazione. Si tratta di un consorzio multidisciplinare che vede la presenza di ingegneri, designer, operatori sociosanitari, psicologi, oltre ovviamente agli utenti anziani e disabili beneficiari del progetto e alle rispettive famiglie.


La versione integrale dell’articolo è riservata agli abbonati. Per continuare a leggere accedi oppure abbonati ora!