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L’orticoltura in terapia occupazionale

Agnese Bertolin
Agnese Bertolin
Terapista occupazionale

Oliver Sacks nel libro L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello ricorda Jimmie, un paziente affetto da sindrome di Korsakoff con la passione del giardinaggio. Sin dai primi incontri, il neurologo britannico rileva chiaramente in lui il bisogno di fare. Sacks, infatti, afferma: “Era chiaro desiderasse ardentemente qualcosa da fare: voleva fare, essere, sentire e non poteva; voleva un senso, uno scopo; voleva, per dirla con Freud, ‘Lavoro e Amore’” (Sacks, 1985). La Terapia Occupazionale incentra il suo intervento sul bisogno di fare, sul bisogno di partecipare alle attività significative della vita quotidiana e sul bisogno di riacquisire i propri ruoli. Ciascuno si differenzia per un bagaglio di esperienze, di interessi e occupazioni che svolge all’interno di dimensioni, quali la cura di sé, la produttività e il tempo libero.

L’attività orticola migliora le abilità motorie, cognitive, sociali e psiscologiche di chi la pratica. La dott.ssa Bertolin e la dott.ssa Pizzoni ci guidano nell’interessante universo dei giardini riabilitativi sottolinenando la loro efficiacia in RSA

Il giardinaggio risulta essere un’occupazione del tempo libero per molti pazienti e, in ambito riabilitativo e terapeutico, è sempre più inserito nelle strutture assistenziali e sanitarie in Paesi come Stati Uniti, Canada, Inghilterra e Germania. Anche in Scandinavia si sta diffondendo la definizione di spazi ortoterapici all’interno dei programmi riabilitativi, nonostante gli importanti limiti dati dal clima. Tale occupazione risulta essere veicolo terapeutico per il raggiungimento di abilità sociali, motorie e cognitive. Inoltre, secondo la terapia occupazionale, come ogni occupazione – se significativa per il cliente preso in carico – può essere utilizzata come mezzo e come obiettivo riabilitativo. Le piante non richiedono grandi risorse economiche e si prestano a lavori individuali o di gruppo, inoltre, nel giardino vi sono molti aspetti sensoriali che stimolano le funzioni cognitive e percettive delle persone.


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