Un training mirato per contrastare la demenza senile

Alessandro Sale , Lamberto Maffei

Dallo studio Train the Brain, condotto dall’Istituto di Neuroscienze e dall’Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa e coordinato dal prof. Lamberto Maffei, presidente emerito dell’Accademia dei Lincei, emerge che un training mirato può contrastare il declino cognitivo. All’estratto dello studio1 segue un’intervista di approfondimento al dott. Sale, ricercatore del CNR, riferimento del progetto.

Train the Brain: lo studio L’Italia è uno dei Paesi europei col maggior numero di anziani e oltre un milione di questi presenta un forte deficit cognitivo o forme di demenza senile grave, come la malattia di Alzheimer. Per quest’ultima patologia, non esistendo terapie efficaci, è importante attuare interventi di rallentamento del deterioramento cognitivo partendo dagli stadi iniziali della malattia.

Un adeguato allenamento fisico e cerebrale può contrastare la demenza. È quanto affermano i risultati dello studio Train the Brain condotto dall’Istituto di Neuroscienze, dall’Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa e coordinato dal prof. Lamberto Maffei, presidente emerito dell’Accademia dei Lincei. Nelle pagine che seguono vi presentiamo per estratto premesse e conclusioni grazie all’approfondimento del prof. Sale e del prof. Maffei

Del problema, destinato ad aumentare a seguito del progressivo incremento della popolazione in età avanzata, si sono occupati i ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze (In-Cnr) e dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, verificando un chiaro miglioramento dello stato cognitivo e della funzionalità cerebrale nei soggetti anziani con diagnosi di danno cognitivo lieve sottoposti a un programma di allenamento cognitivo e motorio. I risultati sono stati pubblicati da Scientific Reports (gruppo Nature).


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