Lo stato dell’arte sugli errori sanitari nel nostro Paese

Muovendo dall’ovvia constatazione della fallibilità umana, non sorprende dover rilevare che gli errori accadono in tutti gli ambiti professionali e, quindi, anche in sanità. Un errore sanitario viene considerato un “evento avverso” quando cagiona un danno a un paziente. Secondo gli ultimi dati disponibili, diffusi dall’O.M.S. con il recente report 2018 sulla qualità dei servizi sanitari, il 10% dei pazienti va incontro a un evento avverso durante il trattamento sanitario. Dieci pazienti su cento, dunque, riportano una lesione – più o meno grave – quale conseguenza non voluta di pratiche assistenziali. Di questi dieci pazienti, sette contraggono un’infezione ospedaliera, che nell’1% dei casi li condurrà direttamente al decesso.

Quindi nel nostro Paese, sui circa 9/10 milioni di ricoveri ospedalieri, sono quasi un milione i pazienti che restano vittima di un errore sanitario ogni anno; tra loro: • 6/700 mila pazienti riportano un’infezione correlata all’assistenza; • 6/7 mila pazienti muoiono per cause direttamente riconducibili all’infezione; • 3/3,5 mila di questi decessi annui sarebbero astrattamente prevenibili. Si tratta di stime, naturalmente. Perché in Italia, a ben vedere, non ci sono statistiche veramente attendibili sugli errori medicosanitari. Quelle esistenti, in realtà, sembrerebbero deporre per una progressiva diminuzione degli eventi avversi in sanità, delle conseguenti denunce e degli importi risarcitori erogati.

Si tratta di un problema importante su cui sarebbe interessante soffermarci maggiormente. Secondo le recenti statistiche infatti l’incidenza di errori in ambito sanitario risulta significativa. Seguiamo quindi il dott. Gabriele Chiarini in questo approfondimento

Ad esempio, la relazione conclusiva della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario, istituita con deliberazione della Camera dei Deputati il 5 novembre 2008, ha messo in luce che le denunce di sinistri hanno avuto un andamento crescente dal 2006 al 2009, per poi iniziare a ridursi nel biennio 2010-2011, al punto che il numero degli eventi avversi nel 2011 è tornato al valore rilevato nel 2008.


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