Geocaching per l’invecchiamento attivo

Silvia Fornasini
Silvia Fornasini
Ricercatrice Unità “Health and Wellbeing” FBK

Invecchiamento attivo e tecnologie digitali: un binomio che, fino a qualche anno fa, poteva risultare azzardato, ma che oggi è l’ingrediente principale di un numero crescente di progettualità volte a permettere alle persone anziane di vivere in autonomia e in salute. Ne è un esempio il progetto “Impronte”, nato nel 2017 nell’ambito di una serie di iniziative per la promozione della salute e degli stili di vita sani, promosse dal Centro di competenza TrentinoSalute4.0, di cui fanno parte l’Assessorato alla Salute e solidarietà sociale della Provincia autonoma di Trento, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Fondazione Bruno Kessler. Ad oggi, il progetto ha visto la realizzazione di tre edizioni che hanno coinvolto entità territoriali eterogenee: il centro servizi “Contrada Larga” di Trento gestito dalla cooperativa Kaleidoscopio, l’istituto scolastico secondario di primo grado “G. Bresadola” di Trento e il Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino.

Promosso da TrentinoSalute4.0, il progetto “Impronte” usa il geocaching, una sorta di caccia al tesoro in versione tecnologica, per promuovere l’esercizio mentale e fisico degli anziani e la loro attività sociale, e per favorire la conoscenza di tecnologie digitali. Ce ne parla in questo approfondimento la dott.ssa Fornasini, ricercatrice dell’Unità “Health and Wellbeing” FBK

Il geocaching: un’attività a misura di invecchiamento attivo Fin dalla sua prima edizione, il progetto ha avuto l’obiettivo di incoraggiare l’invecchiamento attivo attraverso il geocaching: si tratta di un’evoluzione tecnologica della famosa “caccia al tesoro” che coniuga l’avventura della ricerca con il piacere della scoperta di nuovi luoghi e l’utilizzo di tecnologie ICT (Information and Communication technologies). Oltre a promuovere l’esercizio mentale e fisico e uno stile di vita attivo fuori casa, con effetti positivi sulla salute, il benessere e il sonno, il geocaching permette di sviluppare o approfondire la conoscenza delle nuove tecnologie.


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