Il volto femminile dell’assistenza

1 Area Marketing Anni Azzurri (Progetto Socrate, Progetto CRM).

Nella maggior parte dei casi, e la donna a occuparsi quotidianamente della cura dei propri cari e a decidere a chi delegare tale cura quando non e piu in grado di farsene carico: nel privato come figlia, sorella, moglie e nella vita professionale come infermiera, badante, operatrice assistenziale, direttrice di residenza, o assistente sociale.

Un’indagine condotta all’interno della realtà “Anni Azzurri” getta luce su un fenomeno sempre più evidente nel settore dell’assistenza dove (i dati parlano chiaro) le donne ricoprono un ruolo sempre più centrale. Vediamo perché

E quando le forze iniziano a diminuire spesso sono altre figure femminili ad interessarsi della loro cura e assistenza. Queste donne si troveranno quindi a vivere in prima persona il servizio di assistenza che loro stesse hanno svolto fino a qualche anno prima. Diciamo che il lavoro quotidiano all’interno delle residenze sanitarie assistenziali permette uno sguardo d’insieme sul mondo dell’assistenza alla persona fragile, evidenziando una chiara tendenza alla ‘femminilizzazione’ del settore socio-sanitario. I numeri dell’assistenza alla persona fragile registrati proprio dall’attivita di Anni Azzurri1 testimoniano quanto la donna ricopra un ruolo fondamentale nell’espletare le funzioni del caregiver. In particolare, un’indagine svolta all’interno delle residenze del Gruppo – oltre 50 in Italia, distribuite in otto regioni – ha permesso di osservare tale fenomeno nel tempo e di raccogliere molti dati capaci di fotografare questa tendenza dal grande impatto sociale, economico e culturale sulle nostre societa civili e sviluppate. Quasi i due terzi della popolazione degli ospiti presenti in Anni Azzurri, infatti, e di sesso femminile (70,98%), una percentuale omogenea e diffusa sull’intero territorio nazionale.

Negli anni è aumentato in modo significativo anche il numero di direttori di struttura di sesso femminile che oggi in Anni Azzurri rappresentano la maggioranza

Tale dato e sostenuto anche da un altro importante indicatore: il turn over. Nel 2015 su un totale di 5.514 ingressi ben 3.631 (65,85%) erano di sesso femminile (contro i 1.831 di sesso maschile). Un trend che di anno in anno sta mostrando una crescita progressiva parallelamente ad un innalzamento importante dell’eta media degli ospiti e in particolare di quelli di genere femminile che all’interno delle residenze si attesta sugli 85 anni (registrata al primo luglio 2016), superiore di ben 6 anni rispetto a quella maschile pari a 79 anni. Ma non parliamo solo di ospiti, anche tanti contatti “parlano” al femminile. Al Numero Verde aziendale nel 2015 per l’area lombarda ben il 61% delle chiamate sono state effettuate da donne che si informano e interessano per il ricovero di un proprio congiunto. E quest’ultimo nel 66,51% dei casi e a sua volta di sesso femminile. La terza area “rosa” statisticamente significativa e rappresentata dalle risorse umane, area popolata da dipendenti e liberi professionisti di sesso femminile. Ben l’83% della forza lavoro in Anni Azzurri e di genere femminile con punte che in alcune regioni (ad esempio il Piemonte) raggiunge la soglia dell’88%. Tali percentuali non sono inoltre relegate alle posizioni piu operative di “basso profilo”, ma sono diffusamente presenti a ogni livello aziendale. Sono infatti alte le percentuali di operatrici assistenziali, assistenti sociali, infermiere come lo sono quelle relative alle direttrici sanitarie, alle direttrici di struttura e/o alle posizioni funzionali di sede. Un dato significativo ci dice che negli anni e aumentato in modo significativo anche il numero di direttori di struttura di sesso femminile che oggi in Anni Azzurri rappresentano la maggioranza con 21 direttrici (quasi il 60%) rispetto ai 15 di sesso maschile. I dati raccolti hanno imposto anche a livello aziendale un’attenta analisi rispetto al modo di comunicare all’interno e all’esterno, definendo nuovi contenuti e nuove modalita di espressione ed interazione che tenessero conto di questo target fondamentale e sempre piu connotato rispetto alle caratteristiche di genere. Si e infatti passati da un modello di comunicazione tradizionale ad un modello di comunicazione spiccatamente “femminilizzato