Riflettori puntati sulla Toscana

Prima di concentrarci sul corso in Movimentazione dell’anziano, vi presentiamo come di consueto un quadro generale della regione che ci ospita: la Toscana. A fare il punto ci aiutano i dati statistici contenuti nel volume “Welfare e salute in Toscana”, presentati lo scorso luglio e resi disponibili sul web (https://www. ars.toscana.it/2-articoli/3985-welfaree- salute-in-toscana-2017.html) che scattano un’istantanea sulla popolazione over 65 della Regione. I dati che vi presenteremo in questo breve approfondimento sono, teniamo a specificarlo, il frutto di un lavoro importante e certosino, uno sforzo collegiale condotto da diverse realta che nell’ambito regionale si occupano di welfare e salute. Stiamo parlando dell’Osservatorio sociale regionale, dell’Agenzia regionale di sanita, del Laboratorio Mes, dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Anci Toscana che insieme ci offrono quindi prospettive e punti di vista differenti, ma tra loro convergenti. Entriamo nel merito.

In occasione del nostro prossimo appuntamento di formazione dedicato alla movimentazione dell’anziano, a Firenze il 14 dicembre, vi offriamo la consueta panoramica relativa alla popolazione over 65 della regione Toscana

Popolazione della Toscana Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2017 i residenti in Toscana sono circa 3.740.000, con un’eta media di 46,5 anni, e rappresentano il 6% della popolazione italiana. Oltre la meta (52%) e costituita da donne. Dal dopoguerra a oggi la popolazione ha visto un incremento del 18% (+580mila residenti), andamento figlio di tre differenti cicli: una crescita trentennale 1951-1981 di circa 420mila residenti (+13%) e una successiva diminuzione ventennale 1981-2001 di 83mila (-2%), legate ai cicli economici del Paese, e un incremento di 240mila (+6,5%) dal 2001 in poi, quasi esclusivamente ascrivibile alla componente straniera. Nel breve periodo invece si rileva per il terzo anno di seguito un calo dei residenti, dinamica nazionale, dovuta principalmente al rallentamento dei flussi migratori.

Solo l’arrivo di migranti che si stabilizzano sul territorio regionale riesce a contrastare, con nuovi arrivi e nuovi nati, l’ormai ultraventennale negativita del movimento naturale (saldo natimorti). Nel 2017 in Toscana sono nati circa 26mila bambini (7 ogni 1.000 abitanti) e decedute circa 44.500 persone (11,9 x1.000). Per una serie di fattori congiunti (bassa natalita, contenuta fecondita e allungamento della vita media), la popolazione toscana, come quelle nazionale ed europea, e sottoposta a un progressivo invecchiamento. L’aspettativa di vita italiana in Europa e seconda soltanto alla Svezia e la Toscana, con 85,4 anni medi delle femmine e 81,3 dei maschi (la forbice tra i due generi si sta riducendo) e una delle regioni europee piu longeve. Negli ultimi venti anni, inoltre, si e notevolmente affievolito il ricambio generazionale, con una sostanziale tenuta dei giovani 0-14 anni e una costante erosione della popolazione in eta attiva (da 68% a 62%) a vantaggio della classe anziana, che rappresenta ormai un quarto della popolazione.

 

Anziani L’invecchiamento della popolazione e un fatto ormai acquisito e strutturale, sia per uno scarso ricambio generazionale che per il progressivo miglioramento delle condizioni generali di salute. Anche la lieve stabilizzazione degli indicatori di invecchiamento, ascrivibile in toto al fenomeno migratorio, non risulta tale da arginare nel breve periodo queste dinamiche. Tutto cio ha un peso rilevante nelle politiche e nell’organizzazione del sistema sanitario e di protezione sociale, a maggior ragione in Toscana, che risulta essere tra le regioni europee piu anziane, la 3° in Italia. Nel 2017 gli over64enni crescono di circa 3mila unita rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 942mila persone (25% della popolazione toscana, contro una media italiana del 22%), con una progressiva crescita nel tempo delle classi 75-84 e over84enni (grandi anziani) che rappresentano complessivamente il 53% degli anziani. Il 57% sono donne, in virtu della maggiore longevita femminile, e quasi 1 su 3 e vedovo (poco piu dell’11% dei maschi e quasi il 43% delle femmine). Cresce ovviamente anche la presenza anziana all’interno delle famiglie: sono circa 629mila i nuclei toscani con almeno un anziano presente e circa 396mila quelli composti soltanto da anziani. Gli anziani che vivono da soli (in solitudine abitativa) al censimento 2011 risultavano essere circa 233mila (famiglie anagraficamente unipersonali composte da anziani), nel 75% donne e per circa il 67% over 74enni. Il dato e frutto della combinazione di fenomeni ambivalenti: le buone condizioni di autonomia fisica, economica e relazionale (nei casi in cui l’abitare da solo e una scelta), oppure possibili condizioni di criticita quali il disagio dovuto all’isolamento fisico e relazionale (nei casi in cui la solitudine abitativa sia una condizione subita). Si tratta di un fenomeno da monitorare, in quanto la solitudine abitativa rappresenta una delle componenti, insieme ad altre condizioni di disagio e isolamento sociale, dello scivolamento nell’area a rischio non autosufficienza.

Mortalità Nel 2017 sono deceduti circa 44.500 cittadini toscani, 11,9 ogni 1.000 abitanti. Nella nostra regione, cosi come in Italia, la mortalita torna a salire rispetto all’anno precedente, facendo registrare un aumento di circa 0,6 decessi ogni 1.000 abitanti rispetto al 2016. I tassi standardizzati per eta attenuano questo aumento, a dimostrazione che, come osservato nel 2015, anche stavolta i soggetti piu colpiti sono stati i grandi anziani. La Toscana e tra le regioni con il piu basso tasso di mortalita in Italia, ma, in un’ipotetica classifica per regione, perde alcune posizioni rispetto al passato. Gli ultimi dati standardizzati per eta disponibili, utili per un confronto tra regioni, collocano la nostra regione all’ottavo posto tra quelle a minor mortalita. Sono circa 870 i decessi osservati nel 2015 ogni 100mila abitanti, a fronte di una media italiana di 900. Il trend mostra chiaramente il picco di mortalita che ha colpito tutta l’Italia nel 2015, riconducibile alla virulenza dell’epidemia influenzale e all’ondata di calore estiva, fenomeni che hanno interessato la popolazione piu anziana e vulnerabile. Il gap di mortalita tra uomini e donne non subisce variazioni notevoli rispetto all’anno precedente, attestandosi su circa 380 decessi ogni 100mila abitanti. Il divario si e comunque quasi dimezzato rispetto al 1990, quando si osservavano circa 600 decessi di differenza ogni 100mila abitanti, grazie ad una diminuzione piu decisa tra gli uomini.

Aspettativa di vita La Toscana e tra le regioni italiane con la piu alta speranza di vita alla nascita (2° tra gli uomini, 7° tra le donne). Nel 2017 l’attesa di vita media per le donne e di 85,4 anni, per gli uomini di 81,3 (rispettivamente 84,9 e 80,6 in Italia). Non si osservano variazioni sostanziali rispetto al 2016, ma, in Toscana come in Italia, si riduce leggermente (di 0,2 anni) il gap tra donne e uomini, raggiungendo il minimo storico dagli anni ’50. Anche la speranza di vita di una persona giunta al compimento del 65° anno d’eta e piu alta in Toscana rispetto al resto del Paese, anche se con differenze meno ampie rispetto alla speranza di vita alla nascita: 22,5 anni per le donne e 19,4 anni per gli uomini in Toscana, contro una media italiana rispettivamente di 22,2 e 19 anni. Nella classifica delle regioni italiane la Toscana e 5° tra gli uomini e 10° tra le donne. L’indicatore e lievemente in diminuzione rispetto all’anno precedente, in entrambi i generi, di 0,1 anni. La diminuzione osservata e comune a quella rilevata nella media nazionale e rappresenta una battuta d’arresto nel trend in generale aumento dai primi anni 2000. Gia nel 2003 e nel 2015 si sono verificate brusche diminuzioni degli indicatori di speranza di vita (a 0 e 65 anni). Si e trattato di anni durante i quali furono osservati elevati picchi di mortalita dovuti alle grandi ondate di calore estive e all’elevata virulenza delle epidemie influenzali stagionali, che colpirono principalmente la popolazione piu anziana e fragile. Il 2017 non rappresenta un arretramento, ma una battuta d’arresto nel trend di crescita dell’indicatore. La mancanza di dati consolidati a oggi non consente pero di trovarne spiegazioni sicure. Di certo c’e che nel 2017 la mortalita ha fatto registrare un nuovo aumento rispetto all’anno precedente (+5% circa), comune a tutte le regioni. I decessi in termini assoluti sono vicini ai valori osservati nel 2015 e riguardano ancora una volta la popolazione piu anziana che, solitamente, risente maggiormente della virulenza influenzale.

Malattie croniche Il progressivo invecchiamento della popolazione e i progressi nelle cure e nella gestione delle malattie hanno contribuito negli ultimi anni all’aumento dei malati cronici, in Italia quasi 24 milioni nel 2016. La cura di queste persone rappresenta, ed e destinata a rappresentare sempre piu in futuro, una sfida decisiva per i sistemi sanitari, mettendone a rischio la stessa tenuta in termini economici e sociali. La Toscana, tra le regioni italiane piu anziane, e tra le piu colpite da questo fenomeno. I malati cronici in Toscana sono circa 1 milione e 440mila (stime ISTAT da Indagine Multiscopo 2016), pari al 38,6% della popolazione e leggermente al di sotto della media italiana (39,1%). Tra quelle censite, le patologie piu frequenti in Toscana sono l’ipertensione e l’artrosi/artrite (entrambe al 15,4%). Sono piu numerosi i cittadini con almeno due malattie croniche rispetto a coloro che ne hanno una soltanto: la condizione cronica piu frequente e quindi la multimorbosita (19,8%).

Sono circa 35mila i malati cronici in piu rispetto al 2015. Trattandosi di casi prevalenti l’aumento puo ovviamente dipendere non solo dell’incidenza delle patologie, ma anche dall’invecchiamento della popolazione e dal prolungamento dell’aspettativa di vita alla diagnosi. Il trend degli ultimi 7 anni e comunque abbastanza stabile o in leggera diminuzione. Va inoltre ricordato che l’informazione raccolta da ISTAT, in assenza di una diagnosi clinica, e auto riferita e modeste oscillazioni come quelle osservate difficilmente possono essere interpretate come significative. Diminuisce leggermente, -3% rispetto al 2015, la parte di malati cronici che si dichiara comunque in buona salute. Nel 2016 il dato scende al 40,6%, sotto la media italiana pari al 42,3% .

Salute degli anziani Gli anziani ultra 64enni residenti in Toscana sono circa 940mila (+7mila rispetto all’anno precedente), dei quali il 57% donne. Si tratta del 25% della popolazione, una percentuale tra le piu alte in Italia, seconda solo a Friuli Venezia Giulia e Liguria. Circa un terzo degli anziani dichiara di stare bene o molto bene e 87 anziani su 100 dichiarano di sentirsi “almeno discretamente”, contro una media nazionale dell’84% (Ars su dati Multiscopo ISTAT 2016). Simile all’Italia anche la percentuale di anziani che dichiara di avere limitazioni funzionali gravi nelle attivita di base della vita quotidiana (13% vs 14%). Si tratta di limitazioni motorie e/o cognitive che non consentono di alzarsi, lavarsi o nutrirsi da soli. Le differenze di genere sono minime, leggermente a favore degli uomini. Circa 3 anziani su 4 dichiarano di avere almeno una patologia cronica. E ancora una situazione migliore della media italiana (74% vs 79%), ma comunque in aumento rispetto agli anni precedenti in tutto il Paese. Gli anziani con piu di una patologia sono la meta (50%), a fronte di una media italiana del 56%, mentre quelli con 3+ malattie sono circa un terzo (30% vs 35% in Italia). Le patologie croniche piu frequenti, in Toscana come nel resto d’Italia, sono l’ipertensione (45%) e l’artrosi/artrite (44%), seguite dall’osteoporosi (26%). Gli anziani toscani al compimento del 65° anno d’eta hanno una speranza di vita superiore alla media italiana (ISTAT 2017): 22,5 anni per le donne (22,2 in Italia) e 19,4 anni per gli uomini (19 in Italia). Pero, considerando solamente gli anni di vita attesi in buona salute, per i quali le ultime stime disponibili si riferiscono al 2013 (ISTAT), la speranza di vita maschile e femminile, rispetto alla media nazionale, si differenzia. Gli uomini toscani mantengono valori piu alti della media nazionale, 7,8 anni in Toscana vs 6,7 anni in Italia, mentre per le donne non vi sono differenze (5,6 anni in Toscana vs 5,7 anni in Italia).

La spesa sociale I dati per l’analisi della spesa sociale sul territorio regionale toscano fanno riferimento alla Rilevazione censuaria sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati, svolta a livello comunale su tutto il territorio italiano dal 2003. L’indagine rileva gli impegni di spesa in conto corrente di competenza dei Comuni e associazioni di Comuni per l’erogazione dei servizi e degli interventi socio-assistenziali. La spesa considerata e quella effettivamente sostenuta dai Comuni, dunque al netto delle compartecipazioni degli utenti e del Servizio Sanitario Nazionale, e vi sono incluse le spese per personale, affitto di immobili/ attrezzature e acquisto di beni e servizi

Le spese riguardano tre differenti macro-aree:

  • interventi e servizi: servizio sociale professionale, integrazione sociale, interventi e servizi educativo-assistenziali e per l’inserimento lavorativo, assistenza domiciliare, servizi di supporto;
  • trasferimenti in denaro: contributi economici erogati direttamente agli utenti o ad altri soggetti affinche forniscano servizi;
  • strutture: spese per le strutture residenziali o semiresidenziali gestite direttamente dal Comune o affidate in convenzione a soggetti esterni. Tali dati hanno il pregio di fornire una vasta panoramica degli interventi sociali e sociosanitari e delle risorse attivate e disponibili sul territorio regionale, ma hanno il limite, dovuto alla complessita della rilevazione e al conseguente volume di necessari controlli, di essere rilasciati con una tempistica assai dilatata rispetto al momento della raccolta.