RS100 fa tappa a Genova

Il prolungarsi dell’aspettativa di vita, uno dei principali indicatori del grado di sviluppo socio-economico, costituisce nel contempo uno dei problemi piu complessi cui siamo chiamati a rispondere nella nostra epoca.

RS100 arriva nel capoluogo ligure e, come consuetudine, prima di concentrarci sulle tematiche specifiche del corso dedicato alla movimentazione dell’anziano vi offriamo una panoramica sulla regione Liguria e sulle politiche attuate dalle Istituzioni regionali a favore della popolazione over 65

Nell’economia delle comunita e della vita individuale cresce infatti la dimensione del tempo dell’invecchiamento portando con se – spesso – il declino dell’autosufficienza con la sua complessa fenomenologia. In questa prospettiva sara quindi facile dedurre quanto non sia piu sufficiente limitarsi ad un approccio riparativo e assistenziale, ma sia imperativo modificare stili di vita e modello socio-economico, poiche e la composizione sociale nel suo complesso che sta mutando. Questo vale in Italia cosi come in Liguria. Una parte sempre piu ampia della popolazione ligure e costituita da anziani con necessita, e bisogni, specifici e particolari. Per questo motivo e per un sempre maggiore interesse nei confronti dei temi che interessano la vita sociale in Liguria, la Regione ha deciso di dedicare al mondo degli over sessanta importanti servizi. Del resto, i dati proposti dalla Societa Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot) descrivono la Liguria come la regione piu anziana al mondo quanto ad indice di vecchiaia. Questo la rende chiaramente un banco di prova per la Ue. “La Liguria, dove su 1.575.000 persone oltre 540.000 mila sono over 60, rappresenta la concreta fotografia di quello che, tra qualche anno, succederà nel resto dell’Europa”, ha spiegato il professor Alberto Pilotto, presidente del Congresso 2017 e direttore della Geriatria dell’Ospedale Galliera, nel corso di un’intervista rilasciata alla stampa specializzata. “La Ue ha dichiarato la Liguria regione ‘reference site’, uno dei principali siti di riferimento dove poter sperimentare soluzioni e modelli di assistenza all’avanguardia nella gestione delle persone anziane”. Ripercorriamo quindi alcune delle politiche messe in campo da questa Regione.

Distretti Sociosanitari e ambiti territoriali sociali Il sistema integrato di interventi e servizi sociali e sociosanitari, approvato con la Legge regionale n. 12/2006, trova la sua realizzazione nella rete dei servizi per promuovere e assicurare la tutela sociale e socio-sanitaria delle persone in condizioni di bisogno. La legge regionale istituisce: • il Distretto Sociosanitario, dimensione territoriale in cui si integrano le funzioni sociali complesse e le funzioni sanitarie. I confini territoriali del Distretto Sociosanitario coincidono con i confini del Distretto Sanitario; • ambiti territoriali sociali, comprendono il territorio di piu comuni che si associano per gestire i servizi sociali di base. Gli ambiti territoriali sociali sono ricompresi nel territorio del Distretto Sociosanitario. Per il cittadino che richiede la valutazione di non autosufficienza e previsto: • l’accesso ai servizi del Distretto Sociosanitario attraverso lo Sportello Integrato Sociosanitario; • la presa in carico del caso da parte del Distretto per la valutazione; • la Valutazione Multidimensionale da parte dell’Unita Valutazione Multidimensionale (UVM), organismo di valutazione misto sanitario e sociale composto da medico specialista, infermiere, terapista della riabilitazione, assistente sociale, educatore, medico di medicina generale; • l’elaborazione del Piano Individualizzato di Assistenza da parte dell’UVM con l’indicazione delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e sociali da erogare, e individuazione del responsabile del caso (case manager) incaricato di seguire la gestione del Piano, di verificare le appropriatezze delle prestazioni e di attivare tutte le risorse necessarie degli Ambiti Territoriali Sociali e delle Asl; • l’erogazione delle prestazioni di: • assistenza domiciliare, anche integrata con la componente socioassistenziale, • assistenza residenziale e semiresidenziale di tipo riabilitativo, • assistenza residenziale e semiresidenziale, anche integrata con la componente socio-assistenziale, • assistenza a favore della non autosufficienza; • la verifica degli esiti delle prestazioni da parte del case manager. Questa organizzazione complessa risponde all’esigenza di garantire a tutti i cittadini della regione una continuita della cura attraverso l’integrazione delle diverse reti (sanitaria, socio-sanitaria, sociale e di aiuto informale).

Strutture residenziali Residenza sanitaria assistenziale (RSA) Le RSA sono strutture appositamente dedicate al sollievo e alla cura degli anziani. Vi si ricoverano ultrasessantacinquenni con diasabilita gravi che impediscono le cure al domicilio e l’Assistenza Domicilare Integrata. Nelle Residenze sanitarie assistenziali possono essere svolte due tipi di funzioni: • ricovero temporaneo: per riabilitazione o convalescenza dopo una malattia o per sollievo alla famiglia, accoglienza di pazienti anziani nelle fasi terminali della vita; • ricovero definitivo: funzione di mantenimento, in caso di grave disabilita e possibile l’accoglienza in moduli dedicati. La disabilita e valutata dall’Uvg (Unita Valutazione Geriatria) con punteggio minore o uguale a 16 punti Aged ed e data dall’impossibilita di permanere o rientrare al proprio domicilio.

Residenza protetta Si tratta di strutture residenziali che ospitano persone anziane autosufficienti o con parziali disabilita. Svolge attivita di accoglienza alberghiera, di animazione e socializzazione, con prestazioni di assistenza sanitaria di medicina generale, assistenza tutelare e, nel caso di ospiti parzialmente autosufficienti, assistenza infermieristica.

Comunita alloggio e Alloggi protetti Sono strutture a carattere comunitario o per piccoli nuclei di persone anziane autosufficienti o con lievi disabilita. Offrono un servizio di accoglienza alberghiera con prestazioni di socializzazione e di sostegno al governo della casa. L’assistenza sanitaria e equivalente a quella erogata a domicilio dal medico di famiglia e dal Distretto Sanitario. La struttura e supportata dal Distretto Sociale. Per gli indirizzi e i recapiti delle strutture residenziali e online la rete dei servizi “Strutture residenziali per anziani” in cui cercare in modo pratico le strutture piu adatte in tutto il territorio della Liguria.

Centri diurni I Centri diurni offrono una serie di servizi e di attivita che consentono alle persone anziane, in condizione di limitata autonomia, la possibilita di continuare a vivere a casa. Nei Centri diurni il personale infermieristico assiste gli ospiti nella cura e pulizia della persona. Nel contempo gli anziani possono trascorrere la giornata svolgendo attivita ricreative come la ginnastica, le letture, la musica o socializzando con gli altri ospiti della struttura. Sono distinte due tipologie di centro: • I livello: puo ospitare anziani parzialmente autosufficienti senza prevalenti disturbi cognitivi; • II livello: pazienti affetti principalmente da disturbi patologie psicoinvolutive severe. Per essere ospitati nei centri occorre ritirare e compilare l’apposita domanda disponibile nei Distretti Sociali o nelle Unità di valutazione Geriatrica (Uvg).

Servizi domiciliari Si tratta di servizi dedicati alle persone che necessitano di un aiuto a domicilio in alternativa al ricovero in istituto. Le prestazioni possono essere di aiuto domestico (governo della casa), di assistenza tutelare (ad es. igiene personale, cura dell’alimentazione, cura semplice di decubiti, mobilizzazione) e sanitaria. I servizi vengono erogati dal Comune o dall’Asl o da entrambi in forma integrata, a seconda del tipo di bisogno assistenziale.

Assistenza domiciliare Si tratta di un servizio sociale che viene prestato, per alcune ore della giornata, al domicilio di persone anziane e disabili che non necessitano di cure sanitarie e quando le condizioni socio-economiche non consentono piu un’autonomia totale nello svolgimento delle normali attivita quotidiane. L’obiettivo e quello di favorire l’autosufficienza della persona aiutandola nell’igiene personale, nella corretta deambulazione, nella preparazione dei pasti, nella cura della persona, nelle faccende domestiche, nell’accompagnamento e in altri servizi complementari. Per usufruire dell’assistenza domiciliare occorre rivolgersi alla rete degli Ambiti territoriali sociali.

Assistenza domiciliare integrata L’assistenza domiciliare integrata e un servizio organizzato dalle Asl in collaborazione con i Comuni ed e rivolto prevalentemente agli anziani, ai disabili e alle persone affette da malattie cronico-degenerative in fase stabilizzata, parzialmente, totalmente o temporaneamente non autosufficienti e con la necessita di un’assistenza continuativa. Possono essere interventi di tipo sociale (pulizia dell’appartamento, invio di pasti caldi, supporto psicologico, disbrigo di pratiche amministrative, ecc.) e interventi socio-sanitari (attivita riabilitative, assistenza infermieristica, interventi del podologo, ecc.). Questo servizio  permette alla persona di rimanere il piu a lungo possibile nel suo ambiente domestico e di essere assistito a casa con programmi personalizzati. Per usufruire i questo servizio occorre rivolgersi ai Distretti Sociosanitari.

Progetti regionali per la terza età Quali sono gli interventi a favore della non autosufficienza in Liguria? Interventi regionali per la non autosufficienza La legge regionale 12/2006 definisce la non autosufficienza come: “disabilità grave e permanente, che comporta l’incapacità della persona a svolgere le funzioni essenziali della vita quotidiana”. La nuova normativa pone le basi per la reale integrazione dei servizi sociali e sanitari, condizione indispensabile per un approccio unitario alla non autosufficienza. Attraverso la legge regionale 12/2006 sono disciplinati anche gli interventi a favore della non autosufficienza e viene istituito il Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna), quale componente del Fondo regionale per le politiche sociosanitarie.

Il Fondo regionale per la non autosufficienza Obiettivi Il Frna costituisce il contenitore e lo strumento per razionalizzare e valorizzare le risorse economiche e organizzative a sostegno delle persone non autosufficienti, superando la dispersione derivante dalla compartimentazione dei settori di intervento e dei canali di finanziamento. L’obiettivo e la ricomposizione delle risorse nella risposta unitaria ai bisogni specifici della persona. Il Fondo finanzia prioritariamente l’assistenza territoriale domiciliare, l’assistenza residenziale e semiresidenziale di mantenimento (LEA), gli interventi sociali e il sostegno alle cure familiari.

Programma operativo 1. Sostegno alla domiciliarita quale obiettivo strategico del programma. Le Aziende Sanitarie e i Comuni sono chiamati ad orientare le scelte verso azioni e interventi di ampliamento della rete e di potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare e ADI, anche in sinergia con la riorganizzazione ospedaliera, con un incremento percentuale di assistenza sulla popolazione ultrasessantacinquenne, che parte del 4,1% nel 2006 per giungere al 7% nel 2008. Nel 2007 con la DGR 337 e stata approvata la Ridefinizione dei livelli di assistenza sanitaria domiciliare. 2. Potenziamento della residenzialita e semiresidenzialita socio-sanitaria e sociale pubblica, accreditata e privata, con un incremento che parte da una base di rapporto tra popolazione anziana e residenzialita del 2% nel 2006 per giungere al 3% nel 2008. Negli incrementi dovranno essere valorizzati i ricoveri semiresidenziali e residenziali a carattere temporaneo come misura di sollievo. Nel 2008 con la DGR 969 e stato approvato il Riordino del sistema tariffario per la residenzialita e semiresidenzialita sociosanitaria. 3. Sviluppo dei Servizi di Prossimita. Si tratta di un nuovo modello ‘soft’ di intervento, rispondente a finalita di prevenzione e monitoraggio, che ha dimostrato di contenere significativamente il ricorso ai servizi sanitari, orientando la rete socio-sanitaria a intercettare le situazioni di rischio e di bisogno prima che siano conclamate, articolato in:

  • call center regionale (numero verde per la popolazione anziana) per informazioni, orientamento, aiuto e compagnia telefonica;
  • custodi sociosanitari con compiti di controllo giornaliero, monitoraggio e piccolo aiuto;
  • collegamento operativo con i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari;
  • rete informale di solidarieta sociale a supporto del programma.

4. Interazione tra la rete servizi e il lavoro di cura svolto a domicilio dai familiari e da assistenti familiari a favore di anziani non autosufficienti e disabili gravissimi, prevedendo azioni che facilitino il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti attraverso l’istituzione di una misura economica per la non autosufficienza. Valutazione della non autosufficienza (dgr n. 1287/2007)

  • metodologia: valutazione multidimensionale (VMD);
  • strumenti:
  • scheda Aged (Assessment of geriatric disability) Plus per gli anziani, che consente la misurazione della non autosufficienza attraverso l’esame degli assi: autonomia funzionale, mobilita, area cognitiva, disturbi comportamentali e caratteristiche sociali, corrispondenti ai parametri Svama e dai quali la scheda Aged ha mutuato completamente la componente sociale,
  • scheda per la valutazione della non autosufficienza dei disabili (dgr n. 463/2007) per i portatori di handicap. La scheda ha un impianto analogo a quello dell’Aged Plus, con connotazioni per le disabilita.

Over to over Un progetto per aiutare gli anziani che vivono soli e in case di proprieta, ad affrontare le spese per la loro assistenza restando a casa propria. La Regione Liguria e capofila del progetto europeo Over to Over, che prevede l’istituzione di un’agenzia pubblica che aiuti gli anziani che intendono continuare a vivere a casa propria a vendere l’appartamento in nuda proprieta o frazionare l’immobile per pagare le spese per la loro assistenza. Un’idea innovativa che parte dalla costituzione di una rete solidale di soggetti pubblici e privati che possano aiutare concretamente gli anziani che vivono soli a mantenere la loro autosufficienza mettendo a reddito i loro beni immobili. Over to Over si concentra sulla fascia sociale degli ultra 65enni appartenenti all’ex ceto medio, il cui potere d’acquisto si e notevolmente depauperato negli ultimi tempi a causa della perdita di valore della pensione, e che faticano a sostenere le spese di gestione del proprio appartamento. Da qui l’idea di una rete solidale, costituita da Enti pubblici e agenzie per la casa, che aiuti gli anziani a fare in modo che un bene patrimoniale non diventi un limite, ma un’opportunita. A realizzare il primo progetto europeo in materia saranno le Regioni che prendono parte al programma transfrontaliero marittimo Italia-Francia, Liguria, Toscana e Corsica (con la Regione Liguria capofila di progetto), che stanno definendo insieme gli indirizzi strategici e di programma. Il lavoro parte da uno studio di fattibilita che vuole individuare un soggetto terzo, composto da Enti pubblici, volontariato e Fondazioni bancarie, che possa acquisire e gestire il patrimonio degli anziani, che con il ricavato potranno pagare le spese per la loro autosufficienza restando a vivere a casa propria. La Liguria si e aggiudicata il bando europeo di 1 milione di euro, che si tradurra in 420.000 euro per avviare un progetto di startup che incentivi e supporti l’autosufficienza degli anziani, cercando nuove soluzioni per far fronte all’invecchiamento della popolazione, che in questa regione supera di gran lunga la media europea. Il patrimonio immobiliare che si verra cosi a creare verrebbe acquisito nella programmazione regionale del social housing, in collaborazione con le politiche abitative della Regione Liguria.