Per gli anziani fragili la fonte della giovinezza è in palestra

Uno stile di vita sano come viatico per il vivere a lungo e (cosa ancor più importante) in buona salute. Questo, in estrema sintesi, era il buon consiglio impartitoci dai nostri nonni, un concentrato di saggezza popolare che oggi, opportunamente riveduto e corretto alla luce delle più moderne evidenze scientifiche, ci viene riproposto come un mantra da esperti e ‘ben informati’. Mangiare in modo naturale, rispettare le regole, muoversi molto e tenersi intellettualmente attivi coltivando le amicizie e gli interessi di sempre appare dunque la strada maestra per quello che spesso anche dalle pagine della nostra rivista abbiamo qualificato come ‘invecchiamento attivo’. Ma cosa intendiamo per invecchiare ‘bene’? A questa domanda, lo sappiamo bene noi che da sempre ci occupiamo degli anziani e delle loro fragilità, non esiste una risposta univoca soprattutto perché i parametri con cui valutare la faccenda si attestano sulla storia personale di ognuno di noi, ma a ben vedere esiste un valore comune a tutte le singole esperienze: e questo è la percezione di autonomia. Muoversi in virtù di una (accettabile) misura di autosufficienza migliora umore e parametri vitali contribuendo in maniera sensibile al farci sentire meglio con noi stessi e in mezzo agli altri. A questo risultato concorrono, anche in questo caso, una poliedricità di fattori molto diversi tra loro cui forse è giunto il momento di aggiungerne uno, suggeritoci da una recente riflessione del prof. Zaninelli: “La pesistica, attività anaerobica per eccellenza, è l’unica vera ginnastica utile alla popolazione di quelli che definiamo anziani fragili e complessi”. Il professore, cardiologo della System Academy di Firenze, ha illustrato la sua tesi nel corso della XX Convention ISSA Europe, recentemente svoltasi al Palacongressi di Rimini. “Capisco che possa sembrare sconvolgente, dopo anni in cui si è detto che la ginnastica dolce, aerobica, era la soluzione per i numerosi problemi degli over 70 afflitti da sedentarietà, diabete, ipertensione e quant’altro. È però un fatto ormai dimostrato da un’enorme mole di dati sperimentali raccolti in tutto il mondo: la ginnastica anaerobica, con pesi anche leggeri, fatta in modo attento e progressivo, con supporto medico e strettamente personalizzato, è il modo migliore per consentire a questi anziani di vivere una vita migliore, con maggiore mobilità, con più forza, con minori problemi psicologici e sociali, con migliori funzionalità respiratorie, cardiache e immunologiche”. Che sia il ‘la’ di una piccola grande rivoluzione?