L’intelligenza emotiva

Quando parliamo di “assistere” gli anziani, giustamente, prendiamo in considerazione aspetti meramente pratici. Come prenderci cura di loro, nel migliore dei modi? La risposta a questa domanda e quasi sempre legata al modo in cui trattiamo la cosiddetta “dimensione fisica” dell’individuo: come ci muoviamo attorno a lui e cosa possiamo fare per rispondere alle sue necessita. Ma il prendersi cura di qualcuno, non dovremmo mai commettere l’errore di dimenticarlo, e un’operazione complessa che riguarda tanto l’assistito quanto l’assistente, che si trovano inevitabilmente legati a doppio filo. Ad unirli e la loro sfera emotiva, una vera e propria forma di intelligenza (emotiva, appunto) che segue delle regole proprie e che tutto governa, al punto da risultare spesso decisiva nelle piccole (o grandi) emergenze del vivere quotidiano. La riflessione che ne deriva e a mio avviso estremamente interessante: “assistere” dunque dovrebbe essere considerato principalmente un incontro tra due persone, una relazione che si sviluppa lungo il filo di un equilibrio unico ed inscindibile. Una dimensione emotiva che va considerata, conosciuta e governata. Del nostro stesso avviso sembrano essere anche i professionisti della residenza Anni Azzurri Parco Sempione di Milano che a queste tematiche hanno recentemente dedicato un incontro aperto agli operatori socio-sanitari e ai caregiver. “Intelligenza emotiva: strategie operative per gestire le emozioni” e un evento concepito proprio per puntare i riflettori su un aspetto chiave: imparare a gestire le emozioni. Obiettivo dell’incontro e lo sviluppo della capacita di analizzare, e sviluppare, le principali componenti emotive, far acquisire ai caregiver una maggiore consapevolezza del proprio vissuto emotivo e dei processi cognitivi correlati, osservando le reazioni comportamentali conseguenti ad un’azione. Chi presta assistenza agli anziani, infatti, vive quotidianamente emozioni intense e diverse e pertanto imparare a conoscerle e fondamentale per poterle gestire meglio e garantire all’anziano un’assistenza adeguata. Un percorso importante quello proposto da Anni Azzurri che fa leva su un postulato ampiamente studiato dalla letteratura scientifica: l’intelligenza emotiva infatti coltiva e rafforza cinque items fondamentali, ossia la capacita di ridurre l’ansia, di migliorare l’autostima, di gestire le emozioni negative e di costruire “buone relazioni” con se e con l’altro. Un percorso importante, dicevamo, e perche no, un qualcosa su cui riflettere.

Buona lettura.