RS100 ricomincia dal Piemonte

L’invecchiamento della popolazione e un fenomeno in costante aumento; l’Italia risulta particolarmente soggetta a questo processo demografico, tanto che oggi e il Paese con il piu basso tasso di fecondita al mondo e con la percentuale piu alta di anziani ultrasessantacinquenni (oltre il 17%), percentuale che e destinata a crescere secondo le proiezioni demografiche per i prossimi anni. In questo quadro il Piemonte rappresenta una delle regioni piu colpite da questo fenomeno: il numero di anziani ultrasessantacinquenni, a fine 2003, era di circa 936.000 unita, pari al 21,92% dell’intera popolazione.

Riparte nel 2018 il percorso formativo sulla “Movimentazione dell’anziano” e come prima tappa ci fermiamo nella città di Torino. Fisioterapisti, terapisti occupazionali, geriatri e fisiatri illustreranno ad una platea di operatori del settore tutti gli elementi utili ad offrire un’assistenza valida ed efficace, ma prima di tutto caliamoci come sempre nella realtà del territorio che ci ospita: il Piemonte

Secondo i dati di una dettagliata ricerca sulla condizione degli anziani nella Regione e emerso come la concomitanza di fattori di- versi (reddito scarso o insufficien- te, condizioni familiari ed ambienta- li che determinano una si- tuazione di isolamento,  condizioni psico-fisiche che rendono difficile una vita autonoma), costringe circa l’8% degli ultrasessantacinquenni a vivere in condizioni di dipendenza grave o a livelli intermedi di dipendenza. Al contrario, il 92% e ancora in grado di condurre una vita autonoma, mantenendo un buon livello di salute, anche psicologica, che permette di svolgere molte attivita, con una valenza in piu rispetto ai piu giovani: il tempo libero. E il contesto sociale che ha dato alla parola ‘anziano’ una valenza negativa. Oggi la persona anziana non e piu parte integrante dell’attuale struttura familiare e l’idea di cui e permeato il contesto sociale e che l’anziano sia un soggetto ai margini, non piu in grado di fornire alcuna risorsa, semplicemente perche non e piu inserito nel sistema produttivo. Tutto cio anche se, nel momento della necessita, l’anziano viene chiamato a svolgere un ruolo utilissimo e fondamentale, quale ad esempio l’accudimento dei nipoti, ruolo utilissimo vi sti i costi e la carenza dei servizi per la prima infanzia. L’anziano non deve essere visto, pertanto, solo come fruitore di servizi assistenziali e sanitari, ma anche e soprattutto come soggetto sano e autosufficiente, ancora attivo, risorsa utilizzabile nel contesto sociale.

La Regione promuove, quindi, tutte le iniziative per sostenere le esperienze di partecipazione degli anziani alla vita sociale: attivita occupazionali, culturali e ricreative che favoriscono la possibilita di sviluppo e crescita delle persone e contribuiscono a prevenire le forme di decadimento psico-fisico, nonche permettono di recuperare le esperienze e le capacita del passato del soggetto anziano. In secondo luogo, la risposta per gli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti che richiedono prestazioni assistenziali e/o sanitarie deve essere il piu possibile orientata al mantenimento della persona nel proprio contesto abitativo, famigliare e sociale, tramite l’erogazione di servizi alternativi al ricovero, evitando ricoveri impropri in strutture ospedaliere e residenziali e migliorando, nel contempo, i livelli qualitativi delle prestazioni socio-assistenziali erogate all’interno delle strutture stesse. Come nucleo familiare non si intende limitarsi strettamente alla famiglia, ma ci si rivolge anche alla rete parentale e sociale. In questo senso il compito di programmazione dei servizi diventa anche un compito in qualche modo ‘educativo’: perche si coinvolge il piu possibile il contesto sociale che sta intorno alla persona anziana, si “educano” le fasce di eta piu giovani al rispetto e alla considerazione dell’anziano, tenendo conto del fatto che un giorno anche loro lo saranno. Inoltre, potenziando gli interventi preventivi, si ottengono risultati molto importanti collegati fra loro: si evitano ricoveri impropri di soggetti anziani presso strutture residenziali od ospedaliere e, di conseguenza, si contiene la spesa per la retta di degenza. In ultimo, si permette di fornire prestazioni qualitativamente superiori a quelle attuali a chi, per motivi diversi, non ha altra alternativa che il ricovero in istituto. I servizi dedicati alle persone anziane sono realizzati dai Comuni in gran parte attraverso gli Enti Gestori delle funzioni socio assistenziali. La Regione finanzia il funzionamento degli Enti Gestori, nonche attivita specifiche individuate dalla Giunta.

La Regione investe sul Wecare La Regione Piemonte assieme ad alcune importanti fondazioni bancarie piemontesi (12) lavoreranno assieme per garantire la copertura a progetti di natura sociale che interessano anche la popolazione anziana. L’intesa e stata battezzata “Wecare – welfare cantiere regionale” e definisce un protocollo per sostenere progetti che possano aiutare la comunita, ma cercando risposte innovative. Un progetto cui e stato destinato un budget importante (circa 20 milioni tra fondo sociale Europeo e fondo per lo sviluppo regionale a cui si aggiungeranno le risorse delle singole fondazioni) e che si classifica come il primo in Italia. Le risorse sono suddivise tra misure che sostengono azioni innovative di welfare territoriali, ma anche progetti che possano erogare servizi da parte del terzo settore. Non manca poi il welfare aziendale, ma anche il sostegno a quelle forme di imprenditorialita che producono effetti sociali positivi.

I servizi della Regione Cure domiciliari Le Cure Domiciliari vengono definite come “una modalita di assistenza sanitaria e sociale erogata a domicilio del paziente in modo continuo ed integrato, al fine di fornire cure appropriate, da parte del medico di famiglia e di altri operatori ( medici, infermieri, terapisti della riabilitazione, operatori sociali) dei servizi territoriali ed ospedalieri e delle associazioni di volontariato, secondo le necessita rilevate. Indirizzi per modifiche e integrazioni alla D.G.R. n. 62-9692 del 16.6.2003 s.m.i.

Letti di sollievo Per ricoveri di sollievo si intendono ricoveri temporanei presso strutture residenziali previsti per garantire un periodo di riposo alle famiglie che scelgono di assistere l´anziano a casa e di non ricorrere al ricovero definitivo, oppure che improvvisamente non possono provvedere all´assistenza per motivi di salute o altri motivi contingenti.

Servizio civico volontario delle persone anziane Ai sensi dell’art.13 della L.R. 1/2004, e stato approvato con D.G.R. n. 16-14595 del 24 gennaio 2005 un bando destinato ai Comuni piemontesi per l’avvio a livello sperimentale di progetti di servizio civico volontario delle persone anziane, al fine di riconoscere e valorizzare la loro partecipazione alla vita sociale, civile e culturale della comunita nella quale vivono. Il servizio civico delle persone anziane risponde all’esigenza soggettiva dell’anziano di ricoprire un ruolo ancora attivo, personalmente significativo, che consenta l’espressione delle proprie potenzialita individuali, basato sull’etica della cittadinanza attiva e della responsabilita verso l’altro, Il servizio civico delle persone anziane persegue, pertanto, il duplice obiettivo di stimolare gli anziani a sviluppare una piu ricca vita di relazione, esaltando la dignita e il valore della loro attivita, e di utilizzare la loro esperienza per rispondere sia a bisogni tradizionali, sia a quelli derivanti dalla nuova complessita sociale e a quelli a cui non possono rispondere i servizi istituzionali impegnati nel far fronte alle esigenze prioritarie e specifiche.

Interventi a sostegno delle famiglie nel cui nucleo sono presenti anziani non autosufficienti Poiche il numero dei soggetti anziani e in costante aumento e la condizione di non autosufficienza si manifesta con diversi gradi di intensita e diverse esigenze di assistenza, e, in particolare, sono sempre in maggior numero le famiglie nel cui nucleo vi e la presenza di un anziano non autosufficiente bisognoso di assistenza continuativa, sono state stanziate risorse con l’intento di dare una risposta adeguata ai bisogni dei soggetti anziani e delle famiglie che li assistono a domicilio. I soggetti beneficiari delle risorse sono gli Enti Gestori delle funzioni socio-assistenziali che dovranno utilizzare l’importo assegnato a sostegno delle famiglie nel cui nucleo siano comprese una o piu persone anziane titolari di assegno di accompagnamento, totalmente immobili, costrette a letto e bisognose di assistenza continuativa, di cui le stesse famiglie si fanno carico.

Interventi socio-sanitari a sostegno di anziani non autosufficienti Sono state assegnate ai Soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali risorse al fine di dare una risposta socio-sanitaria adeguata ai bisogni dei soggetti anziani non autosufficienti. E stata prevista l’attivazione di servizi diversificati in base alle singole situazioni degli anziani, quali interventi economici a sostegno della domiciliarita, cure domiciliari in lungoassistenza, letti di sollievo, ricoveri in strutture residenziali e semiresidenziali.

Compartecipazione costo retta Introdotti dalla Giunta regionale i criteri omogenei a cui i Comuni e gli enti gestori dovranno fare riferimento nella valutazione degli anziani non autosufficienti ricoverati in struttura che hanno titolo alla cosiddetta “integrazione della retta socio-assistenziale”. In particolare, viene adottato come riferimento il reddito ed il patrimonio dell’anziano non autosufficiente, mentre si lascia liberta ai territori di stabilire quali siano le fasce Isee piu opportune per definire gli aventi diritto. I nuovi criteri introdotti terranno infatti conto della situazione economica del solo utente che usufruisce della prestazione, composta dal reddito complessivo e dal valore globale del patrimonio mobiliare ed immobiliare, e non piu di quella del suo nucleo familiare. Con questo provvedimento viene affrontato l’aspetto piu consistente del problema inerente l’omogeneita della compartecipazione alla spesa socio-assistenziale, che rappresenta una delle richieste piu forti del sistema delle autonomie, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di rappresentanza e tutela dei cittadini e dei pazienti. “Ad oggi – rileva l’assessore al Welfare, Teresa Angela Migliasso – ogni territorio ha le sue regole, molto diversificate, per stabilire chi ha titolo o meno all’integrazione dei servizi sociali per il pagamento della retta. Con questa delibera intendiamo incentivare il sistema ad una omogeneità di comportamenti che metta tutti i cittadini piemontesi nella stessa condizione”. La Regione ha previsto incentivi, calcolati assumendo come base il numero di anziani ultrasettantacinquenni residenti in ogni ambito territoriale, per i Comuni e gli enti gestori dei servizi socio-assistenziali che modificheranno i propri regolamenti secondo le nuove disposizioni.

Più libertà di scelta per gli ultrasessantacinquenni non autosufficienti e le loro famiglie Si chiama “RSA aperte” ed e una recente iniziativa che vede la Regione Piemonte impegnata ad aumentare il proprio budget di spesa per consentire ad almeno 2mila anziani ultra- 65enni di essere curati a casa con assistenza domiciliare infermieristica garantita e concordata anziche essere ricoverati nelle RSA. Gli assessori alla sanita e alle politiche sociali hanno quindi presentato alla Giunta regionale la delibera di avvio della sperimentazione che puo costituire una risposta positiva alle famiglie interessate a non ricoverare gli anziani, ma a farli curare ed assistere nel loro ambiente. Si tratta di un tassello fondante della rete di assistenza territoriale approvata dalla Giunta regionale nell’aprile del 2015 con la delibera “Pianificazione economico-finanziaria e definizione delle regole del Sistema Sanitario piemontese in materia di assistenza alle persone anziane non autosufficienti con decorrenza dall’esercizio 2015” che avviava il potenziamento dei servizi per la residenzialita attraverso un incremento di risorse (+ 15 milioni di euro/anno su un budget complessivo di 265 milioni/anno) e una maggiore flessibilita della rete di offerta: le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie, a parita di condizione di bisogno, hanno la liberta di scelta del luogo e della forma di assistenza. Di fatto, una revisione della rete di offerta tradizionale dei servizi di RSA, con un’articolazione del sistema di classificazione di fasce assistenziali e di remunerazione che risponda ai nuovi bisogni e al percorso delineato: con la delibera approvata questa mattina, gli assessori alla Sanita e alle Politiche sociali introducono il Progetto residenziale RSA aperta cioe l’ampliamento della gamma di risposte alla condizione di non autosufficienza, attraverso la flessibilita e l’integrazione degli interventi, nonche la capacita, sviluppata negli anni, delle Strutture Residenziali socio- sanitarie accreditate di erogare prestazioni assistenziali qualificate anche al domicilio della persona. Per ora si tratta di una tipologia di offerta sperimentale che prevede interventi sanitari flessibili (infermiere, fisioterapista, logopedista,) e assistenza tutelare (OSS) erogati al domicilio dalle Residenze Sanitarie Assistenziali per anziani non autosufficienti. Si stima che saranno almeno 300 le figure professionali interessate al progetto e che potranno essere inserite nella sperimentazione con nuove assunzioni. I destinatari sono anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti, riconosciuti in sede di valutazione dell’Unita di valutazione geriatria (UVG) come destinatari di un progetto residenziale, che presentano condizioni sanitarie e socio-sanitarie tali da poter rinviare, almeno temporaneamente, il ricovero in RSA con un intervento sanitario al loro domicilio. Si e quindi introdotto il concetto “che una persona ritenuta dall’Unita di Valutazione Geriatrica idonea per la RSA puo decidere liberamente se usufruire della RSA o se avvalersi di pacchetti di prestazioni da erogare al domicilio demandando a un successivo provvedimento attuativo della Giunta di definire i seguenti aspetti:

  • adeguamento del sistema di valutazione multidimensionale del bisogno; • contenuti del Progetto Individuale;
  • prestazioni erogabili al domicilio;
  • soggetti accreditabili e procedure di accreditamento per l’erogazione delle prestazioni;
  • modalita di remunerazione e rendicontazione delle prestazioni;
  • modalita di effettuazione dei controlli.

Il progetto durera fino al 31 dicembre 2018 e le Direzioni Sanita e Politiche sociali lo monitoreranno costantemente per valutarne i benefici in rapporto anche al budget aggiuntivo; rientra appunto nel piu ampio percorso di riforma delle prestazioni domiciliari in lungo-assistenza, che punta ad armonizzare le prestazioni offerte dalla legge regionale 10/2010, attraverso il confronto con l’ANCI Piemonte e il coordinamento degli Enti Gestori delle funzioni socio-assistenziali del Piemonte, le rappresentanze sindacali e le associazioni del terzo settore .

Torino finanzia l’assistenza domiciliare

Appendino ha approvato una delibera che garantisce la non interruzione delle attivita di cura a casa a circa 5mila persone, prorogando l’intesa che, dal 2015, permette a Citta di Torino e Asl di fornire regolarmente assistenza domiciliare, pur in attesa dell’adozione, da parte della Regione Piemonte, della revisione del sistema di gestione delle prestazioni socio-sanitarie e dei relativi mezzi di finanziamento. In questo modo e stata assicurata fino al 31 gennaio 2019 (due anni) la continuita delle prestazioni domiciliari agli anziani non autosufficienti e alle persone con disabilita residenti nel capoluogo piemontese. Con questa firma il Comune di Torino e l’Asl proseguono l’impegno a coprire i costi per il funzionamento di questi servizi destinati a una parte significativa della popolazione torinese, sia numericamente, sia dal punto di vista dei bisogni. “Si tratta di un provvedimento importante nell’ambito dei servizi cittadini di welfare – commentano dal Comune – anche perché l’assistenza a casa rappresenta uno strumento alternativo o complementare al ricovero in strutture residenziali, questo servizio è in grado di portare vantaggi sia in termini di contenimento della spesa sanitaria e sia, permettendo di ricevere le cure di cui si ha bisogno non lasciando la propria abitazione, alla qualità della vita delle singole persone”. Per il servizio offerto, il Comune ha quindi stanziato 10 milioni e 550mila euro da versare nei prossimi dodici mesi. Questi soldi sono parzialmente coperti con fondi regionali. Per quanto riguarda l’Asl, la sicurezza dei finanziamenti e data dalle garanzie di copertura finanziaria da parte della Regione Piemonte.