Il volto umano dell’assistenza

Invecchiare bene senza perdere quello che per noi è il bene più importante: una buona qualità della vita. Lo abbiamo detto e ridetto più volte, letto ed ascoltato dalle (preziose) testimonianze dei tanti professionisti che, vivendo e lavorando a diretto contatto con gli ospiti delle strutture residenziali, ci hanno raccontato in questi anni di quanto nelle case di riposo sia importante mantenere intatta la percezione del sé e conservare la capacità di relazionarsi con interessi ed affetti. Ricostruire una dimensione umana, una qualità della vita che benché regolata da nuove esigenze sia degna di definirsi tale, resta quindi una condizione necessaria per gli anziani ed un obiettivo da garantire (per quanto possibile) per le strutture che li ospitano. Fin qui nulla di nuovo, ma quanto emerso dall’evento “Advantage” organizzato a Roma dalla Regione Marche, in collaborazione con il Ministero della Salute e con la Conferenza delle Regioni, ci permette di dar luogo ad una riflessione aggiuntiva e di ragionare attorno al concetto di autonomia. Vediamo perché. L’evento di Roma ha principalmente presentato i termini di un’azione congiunta che vede coinvolti 22 Paesi dell’Unione Europea chiamati a proporre standard condivisi (ed efficaci) per un’assistenza di qualità capace di sollevare le famiglie da un eccessivo peso legato alla gestione dell’anziano, non privando quest’ultimo di una qualità di vita soddisfacente. Punto cardine di questa operazione è pertanto garantire alla popolazione ‘over’ il massimo dell’autonomia possibile attivando una rete di assistenza che li metta nelle condizioni di non subire la propria fragilità. Ma entriamo nel merito. Quello su cui il convegno di Roma ha messo l’accento è l’azione congiunta che unisce 22 Paesi dell’Unione Europea e che coinvolge 40 organizzazioni, come l’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani (Inrcs), l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Dare assistenza di alta qualità – sottolinea in una dichiarazione Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, una delle realtà coinvolte attivamente nel programma di Partenariato Europeo per l’Invecchiamento Sano ed Attivo realizzato anche grazie al supporto del Programma Nazionale per l’Internazionalizzazione dei Sistemi Sanitari Regionali denominato “ProMi” – facendo in modo che le famiglie non vengano travolte dal peso della gestione di un anziano e di dare il massimo di autonomia all’anziano stesso”. Un investimento, quindi, che guarda al futuro di una società che invecchia e che punta a farlo sempre meglio.

Buona lettura.